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Provvedimenti

Condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione - TIC

Riferimenti normativi:

Unicità del punto di prelievo

L'unicità del punto di prelievo prevista dal comma 5.1 del TIC è applicabile anche nel caso di connessione di impianti fotovoltaici?

L'articolo 2 del TIC individua l'ambito di applicazione del provvedimento, precisando che si tratta della definizione delle condizioni procedurali ed economiche per l'erogazione ai clienti finali del servizio di connessione di unità di consumo alle reti elettriche in bassa tensione con obbligo di connessione di terzi.
In relazione alle modalità di alimentazione dei punti di prelievo, il comma 5.1 del TIC, sancisce l'unicità del punto di prelievo, prevedendo in particolare che per ciascuna tipologia di contratto di cui al comma 2.2 del TIT, gli impianti elettrici dei clienti finali siano connessi alle reti con obbligo di connessione di terzi in un unico punto per ciascuna unità immobiliare e sue pertinenze, fatto salvo quanto disposto dal successivo comma 5.2 e nel caso di punti di emergenza.
La suddetta disposizione persegue due finalità principali:

  • assicurare uno sviluppo economico della rete, evitando costose duplicazioni di infrastrutture;
  • evitare che l'impianto elettrico di un cliente finale risulti connesso alla rete pubblica in più di un punto, con il rischio di effettuare un collegamento improprio tra due porzioni di rete pubblica attraverso l'impianto elettrico privato di un cliente.

Dalle norme sopra riportate appare evidente che il vincolo imposto dal comma 5.1 si applica ai clienti finali, limitatamente alle unità di consumo e ai relativi punti di prelievo.
Pertanto, le connessioni alla rete elettrica:

  1. di una o più unità di produzione ubicate sulla stessa unità immobiliare su cui insiste un'unità di consumo di un cliente finale;
  2. di una o più unità di produzione ubicate sulla stessa unità immobiliare, in assenza di unità di consumo,
non sono soggette al vincolo di cui al comma 5.1.

Ciò significa che per gli impianti di produzione di energia elettrica è possibile, qualora il produttore ne faccia richiesta motivata, disporre di connessioni alla rete indipendenti anche quando i medesimi impianti ricadono all'interno della stessa unità immobiliare.
L'interpretazione sopra esposta, d'altro canto, è coerente anche con l'articolo 4, comma 6, del Decreto Ministeriale 19 febbraio 2007, che impone che ogni singolo impianto fotovoltaico incentivato ai sensi del medesimo decreto debba "essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica, non condiviso con altri impianti fotovoltaici". Infatti, nell'ipotesi in cui non fosse possibile disporre di una connessione separata per due (o più) impianti fotovoltaici ubicati sulla stessa unità immobiliare, si perverrebbe alla situazione paradossale in cui tali impianti non potrebbero essere connessi alla rete in nessun modo.

Si evidenzia inoltre che il comma 21.3 del TIT precisa che un punto di connessione asservito ad un impianto di produzione di energia elettrica, attraverso il quale si effettuano prelievi di energia elettrica finalizzati esclusivamente all'attività di produzione di energia elettrica, è considerato punto di immissione e non punto di prelievo. Ciò conferma che un punto che connette alla rete solo un impianto di produzione non è considerato un punto di prelievo e, conseguentemente, ai sensi di quanto disposto dal comma 5.1 del TIC, può coesistere con un punto di prelievo o con altri punti di immissione ubicati sulla stessa unità immobiliare.

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Corrispettivi per connessioni ordinarie permanenti in bassa tensione

Cosa si intende per soluzioni di minimo tecnico citata nel comma 6.5 del TIC?

La soluzione di minimo tecnico è quella che, con riferimento alle caratteristiche del sistema di distribuzione nell'area dove è richiesta la connessione e tenuto conto delle norme della buona tecnica, consente di rendere minimo il costo per la realizzazione della connessione medesima.

Come sono disciplinate le richieste di aumento di potenza relative alle connessioni permanenti particolari?

Si applicano le disposizioni per le richieste di aumento di potenza previste per le connessioni permanenti ordinarie come disciplinate dai commi 6.6 e 6.7 del TIC.

In caso di richieste di diminuzione della potenza, di modifiche dei contratti che non comportino aumenti di potenza (es. passaggio da alimentazione monofase ad alimentazione trifase) e di rinnovi contrattuali per le connessioni temporanee (es. utenze per cantiere, a seguito del rinnovo del permesso di costruire) si applica il contributo in quota fissa a copertura di oneri amministrativi di cui alla Tabella 2 del TIC?

Sì, si applica il contributo in quota fissa di cui alla Tabella 2 del TIC.

Si pone il caso di una richiesta di urbanizzazione cui seguano cinque richieste di connessione da parte di società cooperative, per venti unità immobiliari ciascuna, per un totale di cento nuove connessioni. In questo caso il contributo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi di cui alla tabella 2 del TIC dovrà essere addebitato:
- per le 100 unità immobiliari ai clienti finali titolari delle stesse;
- alle cinque società cooperative che richiedono la connessione nonché l'urbanizzazione;
- a tutti i soggetti coinvolti.

Il comma 12.2 del TIC prevede che il contributo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi sia corrisposto al momento della richiesta di attivazione della connessione e non al momento delle richiesta di urbanizzazione ed elettrificazione di un'area.
Qualora le società cooperative chiedano l'attivazione della connessione per le singole unità immobiliari saranno tenute al pagamento del suddetto contributo in quota fissa per ciascuna unità immobiliare. Qualora invece le società cooperative richiedano la connessione senza la contestuale attivazione delle unità immobiliari sarà applicata una sola quota fissa a copertura degli oneri amministrativi e saranno addebitati, per ciascun punto di prelievo, gli importi relativi alla quota distanza. All'atto dell'attivazione dei singoli punti di prelievo sarà addebitato ai clienti finali il contributo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi.

L'impresa distributrice può addebitare il contributo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi di cui alla tabella 2 del TIC nel caso di disattivazioni delle forniture non stagionali e di riduzioni di potenza (anche nel caso in cui comportino il passaggio dalla media alla bassa tensione)? Più in generale l'impresa distributrice può stabilire contributi a carico del cliente con riferimento ad attività che richiedono un intervento dell'impresa medesima o comportino l'insorgenza di oneri a causa del cliente non considerati nel TIC?

Nella seguente tabella sono indicati i contributi da applicare nei casi di riduzione di potenza, di distacchi e riallacciamenti di utenze stagionali e di disattivazioni e riattivazioni a seguito di morosità.

Distacco su richiesta dell'utente Nessun contributo
Distacco di utenze stagionali, riduzioni di potenza per morosità, disattivazioni del punto di prelievo per morosità Contributo di cui alla tabella 8 del TIC, lettera a)
Riallaccio di utenze stagionali, ripristino della potenza a seguito di morosità, riattivazione del punto di prelievo a seguito di morosità Nessun contributo
Riduzione della potenza su richiesta dell'utente Contributo di cui alla tabella 2 del TIC

In generale, comunque, al richiedente non possono essere imposti oneri ulteriori rispetto a quelli previsti dal TIC.

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Disposizioni particolari per le connessioni di clienti finali domestici in bassa tensione

Con riferimento all'art. 13 del TIC il distributore può richiedere il pagamento della differenza tra la quota distanza già versata e l'importo corrispondente alla distanza effettiva anche qualora venga meno la sola condizione di residenza anagrafica?

Sì, il distributore può richiedere tale pagamento.

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Disposizioni per le connessioni temporanee in media e bassa tensione

Per eventuali richieste di aumento di potenza relative a connessioni temporanee in bassa tensione si applicano i contributi unitari riportati nella Tabella 5 del TIC? In tali casi si applica il contributo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi fissato nella Tabella 2 del TIC?

Sì, nel caso di richieste di aumento di potenza relative a connessioni temporanee in bassa tensione si applicano, per la potenza disponibile aggiuntiva rispetto a quella precedentemente sottoscritta, i contributi riportati nella Tabella 5, oltre al contributo in quota fissa, a copertura degli oneri amministrativi, fissato nella Tabella 2.
Nei casi in cui si applicano i contributi riportati alla lettera c) della Tabella 5, qualora la richiesta di aumento di potenza comporti il passaggio nello scaglione successivo, il richiedente è tenuto a versare la differenza tra l'importo precedentemente versato e quello previsto per lo scaglione di potenza nel quale ricade la connessione a seguito dell'aumento di potenza.

Nel caso di connessioni temporanee alla rete il corrispettivo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi di cui alla tabella 2 del TIC, si applica sia al momento dell'attivazione delle fornitura che al momento della disattivazione?
Nel caso di richiesta da parte dell'utente di una proroga della durata della fornitura, il corrispettivo di cui alla tabella 2 del TIC si applica nuovamente?

Nel caso di connessioni temporanee il corrispettivo in quota fissa di cui alla tabella 2 del TIC si applica solamente al momento dell'attivazione della fornitura.
Il medesimo contributo in quota fissa non è applicato nel caso in cui l'utente richieda una proroga della fornitura che comporti solamente il differimento del termine finale del contratto originario, senza alcuna operazione di disattivazione della fornitura e/o altra modifica contrattuale.

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Contributi per le connessioni in alta e altissima tensione

Le disposizioni dell'articolo 22 del TIC, si applicano anche alle connessioni richieste a Terna?

Sì, le norme dell'articolo 22 del TIC devono intendersi applicabili a tutte le connessioni, comprese quelle richieste direttamente a Terna.

Il comma 22.3 del TIC prevede che il gestore di rete debba indicare i costi anticipati, dando evidenza della quota parte non ancora coperta da contributi pregressi. L'individuazione dei contributi che hanno già concorso a una parziale copertura del costo anticipato non appare agevole, specie se riferita a epoche passate. E' possibile adottare soluzioni semplificate? I contributi devono essere rivalutati?

In linea di massima non è possibile ricorrere a soluzioni semplificate. La ricostruzione dei contributi pregressi, pur laboriosa, deve essere effettuata in modo il più possibile puntuale. Peraltro il provvedimento CIP n. 15/93 già prevedeva che la spesa comprendesse "tutte le opere necessarie all'allacciamento, anche quelle già anticipate dall'impresa fornitrice, da imputare pro-quota in proporzione alla potenza massima a disposizione del richiedente, purché relative ad impianti allo stesso valore di tensione al quale viene effettuata la fornitura". Per quanto riguarda la rivalutazione, si ritiene corretto rivalutare i contributi pregressi. Infine, occorre rilevare che, ove non fosse possibile una ricostruzione puntuale dei contributi pregressi, non potranno essere addebitati oneri a copertura di costi anticipati.

Il comma 22.2 del TIC prevede che la spesa in relazione alla quale calcolare il contributo da addebitare al cliente finale debba essere calcolata tenendo conto anche degli oneri già anticipati dal gestore di rete. Ai fini della determinazione di tale spesa, il costo degli impianti esistenti deve essere determinato a nuovo (prezzi correnti) oppure rivalutando con il deflatore il costo storico degli impianti?

In relazione a tali disposizioni si ritiene corretta una determinazione del valore degli impianti esistenti sulla base di una valutazione a nuovo, a costi di sostituzione. In tal caso, ovviamente, i valori a nuovo devono essere decurtati del degrado specifico dei cespiti interessati, facendo riferimento alle vite utili rilevanti ai fini tariffari.

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Parte III del TIC - altre prestazioni specifiche

I corrispettivi per la disattivazione e riattivazione della fornitura per morosità e per i casi di distacchi e riallacci delle utenze stagionali a carattere ricorrente, di cui al comma 24.1 del TIC, saranno applicati sia all'atto della richiesta di disattivazione, sia all'atto della eventuale successiva richiesta di riattivazione?

No. I corrispettivi per la disattivazione e riattivazione della fornitura per morosità e per il riallacciamento delle utenze stagionali previsti dal comma 24.1 del TIC sono applicati solo al momento della disattivazione.

La riduzione del 50% del contributo in quota fissa, prevista dal comma 24.1 del TIC nel caso di utenze già predisposte per la telegestione, si applica solo alle utenze con contatore elettronico telegestito dotato di limitatore di potenza attivo?

La riduzione del 50% del contributo in quota fissa si applica a tutte le utenze alimentate in bassa tensione già predisposte per la telegestione, in tutti i casi in cui, ai sensi delle disposizioni della deliberazione n. 292/06, deve essere prevista la possibilità di interrompere e successivamente ripristinare l'alimentazione del punto di prelievo mediante transazioni remote.

Per le richieste di spostamento di gruppi di misura, di cui al comma 26.1 del TIC, l'applicazione di contributi a forfait è limitata ai punti di prelievo alimentati in bassa tensione?

Sì, l'applicazione dei contributi a forfait prevista dal comma 26.1 del TIC è limitata a spostamenti di gruppi di misura relativi a punti di prelievo in bassa tensione. Si ritiene che il contributo per lo spostamento dei gruppi di misura in media ed alta tensione rientri tra quelli valutati a preventivo.

Con riferimento alle disposizioni del comma 26.1 del TIC, il contributo fissato nella tabella 8, lettera b), nel caso di spostamento di un quadro centralizzato composto da più gruppi di misura, deve essere applicato per ogni gruppo di misura?

Sì, il contributo fissato nella tabella 8, lettera b) del TIC deve essere applicato per ogni gruppo di misura.

Nel caso di cessione di un "pacchetto clienti" da un utente del dispacciamento ad un altro, come si applica il corrispettivo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi?

Nel caso di cessione di un gruppo di clienti il corrispettivo in quota fissa va addebitato con riferimento a ciascun punto di prelievo.

Ai fini dell'applicazione della franchigia nell'applicazione del contributo in quota fissa per i cambi di fornitore di cui all'articolo 25 del TIC, la data a cui fare riferimento è la data di richiesta o la data di effettivo di cambio del fornitore?

Ai fini del computo della franchigia relativa al pagamento del contributo in quota fissa per i casi di cambio di fornitore, si fa riferimento alla data della richiesta presentata dal cliente.

Il contributo in quota fissa di cui alla tabella 2 del TIC si applica nel caso di volture mortis causa?

Il comma 25.1 del TIC prevede che per le richieste di voltura, subentro, cambi di fornitore e per ogni altra modifica contrattuale che non richieda un aumento della potenza a disposizione si applichi il contributo in quota fissa stabilito nella tabella 2 del TIC medesimo.
Ciò premesso, sulla base delle informazioni in possesso dagli Uffici dell'Autorità risulta che nel caso di volture mortis causa, le principali imprese distributrici, per prassi, considerando tali fattispecie come mere modifiche dell'intestazione del contratto, non applicano i contributi a copertura degli oneri amministrativi. Si ritiene che questa prassi possa essere ritenuta corretta.

E' ammessa l'applicazione di corrispettivi nel caso di accessi a vuoto a seguito di interventi per segnalazioni errate di guasto, ovvero nel caso di disservizi dipendenti dall'impianto del cliente finale?

L'applicazione di corrispettivi nel caso di accessi a vuoto non è ammissibile ai sensi del comma 6.8 del TIC come modificato dalla deliberazione ARG/elt 30/08.

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Corrispettivo per le attività a preventivo

Il corrispettivo per le attività a preventivo di cui all'articolo 30 del TIC è da versare all'atto della presentazione della richiesta (ossia il distributore può esigere che il corrispettivo sia pagato all'atto di richiesta del preventivo) oppure viene addebitato dal distributore al richiedente in un secondo momento?

Il distributore ha facoltà di definire le modalità di addebito e pagamento che ritiene più opportune.

Il richiedente è tenuto al pagamento di un anticipo dei contributi di cui all'articolo 30 del TIC anche nel caso di richieste di spostamento di impianti di rete e richieste di spostamento di gruppi di misura regolati a preventivo?

L'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 30 del TIC è prevista per i casi di richieste di servizio di connessione o di altre prestazione specifiche valutate a preventivo (es. connessioni permanenti particolari, spostamento di impianti di rete, spostamenti di gruppi di misura regolati a preventivo).

Ultimo aggiornamento: 03 07 2008