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Regolazione del servizio di dispacciamento e del servizio di trasporto (trasmissione, distribuzione e misura) dell'energia elettrica nei casi di morosità dei clienti finali o di inadempimento da parte del venditore

I contratti predisposti dagli esercenti la vendita in data antecedente al 1 marzo 2008 devono contenere le clausole negoziali di cui all'articolo 10?

A decorrere dal primo marzo 2008, le clausole negoziali di cui all'articolo 10 sono da considerarsi come parte integrante delle condizioni contrattuali dei contratti di vendita di energia elettrica. Ai fini della comunicazione delle medesime ai clienti finali si applica quanto segue.
Per i contratti stipulati in data antecedente al 1 marzo 2008, qualora non già esplicitate nel contratto stesso, dovranno essere rese note al cliente finale tramite un apposito messaggio in bolletta in occasione della prima fatturazione utile. L'obbligo previsto dall'articolo 10 si applica invece a tutti i contratti stipulati in data successiva al 31 marzo 2008. Per i contratti che verranno stipulati nel corso del mese di marzo 2008, le suddette clausole devono preferibilmente essere rese note al cliente finale contestualmente alla stipula del contratto tramite apposita comunicazione scritta.

Ai fini della predisposizione dell'elenco dei clienti finali non disalimentabili di cui al comma 18.2, gli esercenti la vendita possono segnalare all'imprese distributrice la presenza in tale elenco di clienti che non appartengono alla categoria di cui al comma 18.1, lettera c)?

Il comma 18.3 consente all'esercente la vendita di trasmettere all'impresa distributrice l'elenco dei clienti che hanno dichiarato di non voler essere ricompresi nella categoria di "cliente finale non disalimentabile", esonerando contestualmente terzi da eventuali conseguenze di tale dichiarazione.
Si sottolinea che, qualora a seguito del ricevimento della comunicazione di cui al comma 20.1, l'esercente la vendita rilevi che tra i propri clienti risultino classificati come "non disalimentabili" anche clienti che, sulla base delle informazioni in possesso dell'esercente, non appartengono alla categoria di cui al comma 18.1, lettera c), anche l'esercente stesso può richiedere all'impresa distributrice la cancellazione dall'elenco dei clienti finali non disalimentabili dei punti/punto di prelievo del cliente finale in questione, previa acquisizione della dichiarazione da parte del cliente finale. Nel caso in cui il cliente finale non rilasci la dichiarazione di cui sopra, l'esercente ha la facoltà di segnalare tali punti di prelievo all'impresa distributrice.

Le previsioni di cui al comma 6.2 si applicano anche nel caso in cui la richiesta di switching sia relativa ad un punto non ancora sospeso ma per il quale è pervenuta una richiesta di sospensione?

Sì.

La somma di cui al comma 8.6 si deve intendere comprensiva degli eventuali interessi maturati per il ritardo del pagamento?

Sì. Il credito dell'esercente la salvaguardia nei confronti del cliente finale moroso relativamente alle ultime due fatture comprende, ai sensi del comma 8.3, le somme esposte in fattura a titolo di corrispettivo, nonché la restituzione di eventuali interessi maturati per il ritardo del pagamento.

La sospensione della fornitura può essere richiesta solo a seguito del mancato pagamento degli importi derivanti dall'applicazione dei corrispettivi relativi all'erogazione dell'energia elettrica?

No. La richiesta di sospensione della fornitura di cui all'articolo 4 può essere formulata a seguito del mancato pagamento degli importi dovuti dal cliente finale all'esercente la vendita relativi a tutte le attività previste nel contratto che l'esercente svolge per conto del cliente, ivi compresi, a titolo esemplificativo, i corrispettivi previsti per l'esecuzione di prestazioni da parte dell'impresa distributrice, inoltrate dall'esercente la vendita su richiesta del cliente finale.

Per un cliente nel mercato libero che ha sottoscritto un contratto dual fuel (energia elettrica e gas) il mancato pagamento dei corrispettivi previsti in fattura prevede la possibilità di sospensione della fornitura di uno o entrambi i servizi ?

Sì. Per i contratti di vendita sul mercato libero che prevedono la fatturazione congiunta dei servizi di vendita di energia elettrica e di gas, anche qualora sia data al cliente finale la possibilità di provvedere al pagamento dei corrispettivi dovuti per i diversi servizi in maniera distinta, l'esercente la vendita può richiedere, a seguito del mancato pagamento da parte del cliente, la sospensione di entrambi o di uno solo dei servizi forniti, se questa possibilità è espressamente prevista nel contratto.

Un sistema web messo a disposizione dall'impresa distributrice agli esercenti la vendita può essere considerato un "canale di comunicazione che fornisca all'esercente la vendita idonea documentazione elettronica attestante l'invio e l'avvenuta consegna della richiesta all'impresa distributrice" per le richieste di cui ai commi 4.2 e 9.2?

Sì, nei casi in cui i sistemi web siano in grado di dare all'esercente la vendita la conferma dell'avvenuta registrazione della richiesta inviata, anche attraverso la medesima applicazione web.

Nel testo della delibera si fa riferimento a diversi termini temporali, indicando un certo numero di giorni? Si devono intendere giorni lavorativi?

No, laddove non diversamente specificato si deve fare riferimento a giorni solari.

È corretto intendere che le tempistiche per le richieste di sospensione della fornitura dei punti telegestiti siano le medesime di quelle per i punti non telegestiti di cui al comma 16.4 e pertanto che il venditore possa inoltrare settimanalmente a ciascun distributore un'unica richiesta di distacco contenente l'elenco di tutti i punti da distaccare (BT, MT, AT)?

No. Le disposizioni di cui all'articolo 16 si applicano in via transitoria per tutto il 2008 con riferimento alla sospensione della fornitura dei soli punti di prelievo connessi in bassa tensione non ancora dotati di misuratore elettronico messo in servizio, per i quali la sospensione della fornitura richiede l'intervento in loco di personale dell'impresa distributrice. Per tutti gli altri punti di prelievo le richieste di sospensione della fornitura possono essere presentate all'impresa distributrice secondo le modalità di cui all'articolo 4. L'esercente la vendita è quindi libero di accorpare le richieste come ritiene opportuno.

Con riferimento alle disposizioni di cui al comma 4.3, lettera c), quale deve essere il comportamento dell'esercente la vendita nelle situazioni di morosità relative ad uno o più punti di prelievo, nei casi in cui il cliente finale abbia sottoscritto un unico contratto per la fornitura di molteplici punti di prelievo, con fatturazione separata, e per il quale il cliente ha rilasciato un'unica fideiussione o versato un unico deposito cauzionale?

In tali casi la richiesta di sospensione della fornitura per morosità del cliente finale relativa al/ai punto/i di prelievo non può comunque essere presentata se l'importo del mancato pagamento complessivo è inferiore all'intero importo della garanzia o del deposito cauzionale versato dal cliente finale.

Con riferimento alle disposizioni di cui al medesimo comma 4.3, lettera c), come deve essere determinato "l'importo medio stimato relativo ad un ciclo di fatturazione"?

L'importo medio relativo ad un ciclo di fatturazione deve essere stimato su base annua.
L'esercente la vendita può effettuare tale stima con riferimento a ciascun punto di prelievo. In tal caso, a titolo di esempio, tale importo deve essere determinato in relazione all'importo medio mensile relativo alle ultime 12 fatture se si tratta di un cliente a fatturazione mensile, e all'importo medio bimestrale in relazione alle ultime 6 fatture se si tratta di un cliente a fatturazione bimestrale.
In alternativa al metodo descritto l'esercente la vendita può determinare un importo medio stimato da utilizzare per tutti i punti di prelievo serviti aventi caratteristiche di consumo simili o appartenenti a determinate categorie di consumo. In tal caso l'importo sarà determinato considerando la media degli importo relativi ad un ciclo di fatturazione su base annua di tali punti di prelievo.
Nel caso di punti di prelievo di nuova attivazione, per i quali non siano disponibili i dati relativi ad un periodo annuale, l'importo medio stimato relativo ad un ciclo di fatturazione deve essere determinato sulla base dei consumi relativi a punti di prelievo analoghi per tipologia di consumo.

Il giorno di venerdì, pur essendo un giorno lavorativo, non possono essere eseguiti interventi di sospensione della fornitura. Il venerdì rientra comunque nel computo dei termini di cui al comma 5.1, lettera a)?

Sì. Il comma 5.1, lettera a) prevede che l'intervento di sospensione della fornitura debba essere eseguito entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta. Di conseguenza il venerdì, qualora non festivo, deve essere considerato nel computo del termine di cui al comma 5.1, lettera a). Qualora però tale termine scada in uno dei giorni di cui al comma 5.2, tra i quali rientra anche il venerdì, l'intervento deve essere posticipato al primo giorno lavorativo successivo.

Con riferimento al termine entro cui l'impresa distributrice deve eseguire l'intervento di sospensione della fornitura, in caso di contatore telegestito, qual è l'orario entro cui la prestazione deve essere eseguita?

La prestazione deve essere programmata, ed eventualmente riprogrammata, in modo tale da essere eseguita nel normale orario di lavoro.

Il comma 5.1, lettera c) rimanda alle cause di mancato rispetto dei tempi previsti per la sospensione della fornitura di cui al comma 79.1, lettere a) e b) della deliberazione n. 333/07. Nei casi di sospensione della fornitura per morosità, richiesta dall'esercente la vendita e non dal cliente finale, altre cause possono impedire all'impresa distributrice di eseguire la prestazione, come ad esempio l'opposizione fisica del cliente finale. Conseguentemente nella comunicazione di cui al comma 5.1, lettera c) possono essere specificate anche altre cause?

No. Le cause di mancato intervento devono essere ricondotte a quelle previste al comma 79.1, lettere a) e b) della deliberazione n. 333/07. Per quanto concerne l'esempio citato, l'opposizione fisica del cliente finale all'esecuzione della sospensione della fornitura può essere annoverata tra le cause imputabili al cliente finale di cui alla citata lettera b).

Con riferimento alle ipotesi di sospensioni della fornitura rese impossibili per cause non imputabili all'impresa di distribuzione, può l'esercente l'attività di vendita richiedere all'impresa distributrice l'esecuzione della prestazione di sospensione della fornitura sotto forma di lavoro complesso, per la cui esecuzione è previsto che le spese siano a carico del medesimo cliente finale moroso, in analogia a quanto previsto nel settore del gas?

Si, nel caso in cui tale opzione sia già prevista nel contratto sottoscritto dal cliente finale.

L'intervento di riduzione della potenza di cui al comma 5.5 è limitato ai giorni in cui può essere eseguita la sospensione della fornitura? Nel caso in cui l'impresa distributrice applichi la riduzione della potenza e non pervenga una richiesta di riattivazione da parte dell'esercente la vendita entro 10 giorni solari, l'impresa distributrice deve procedere alla sospensione della fornitura. Entro quali termini?

L'intervento di riduzione della potenza può essere effettuato esclusivamente nei giorni in cui è possibile eseguire la sospensione della fornitura. Una volta decorsi 10 giorni solari dalla data di esecuzione dell'intervento, in mancanza di una richiesta di riattivazione, l'impresa distributrice procede alla sospensione della fornitura entro il medesimo termine previsto dal comma 5.1, lettera a), ossia entro 5 giorni lavorativi dall'ultimo giorno di applicazione della riduzione della potenza, come se la richiesta di sospensione fosse pervenuta in quel giorno. Inoltre tale termine deve essere computato con le medesime modalità di una semplice richiesta di sospensione, l'intervento deve essere eseguito nei giorni consentiti ai sensi del comma 5.2 e l'impresa distributrice è tenuta ad effettuare tutte le comunicazioni previste nei confronti dell'esercente la vendita.

L'obbligo di riduzione della potenza di cui al comma 5.5 è esteso a tutti i clienti in bassa tensione, qualora sussistano le condizioni tecniche, indipendentemente dal mercato di appartenenza (libero, maggior tutela o salvaguardia)?

Sì. Tale obbligo deve intendersi esteso a tutti i clienti finali in bassa tensione, qualora ne sussistano le condizioni tecniche.

Con riferimento alle tempistiche di cui al comma 6.1 con cui l'impresa di distribuzione è tenuta a comunicare all'esercente la vendita entrante le informazioni circa lo stato del punto (se sospeso o meno), tale obbligo è compatibile con la comunicazione di cui al comma 37.4 della deliberazione n. 111/06? L'impresa distributrice deve comunque procedere a sospendere la fornitura anche in un momento successivo alla comunicazione dell'anagrafica dei relativi punti o le richieste di sospensione per gli stessi punti devono essere considerate automaticamente annullate?

Gli obblighi sono compatibili in quanto fanno riferimento ad attività distinte. Ai sensi del comma 37.4 della deliberazione n. 111/06, l'impresa distributrice, entro il sest'ultimo giorno del mese precedente a quello di competenza, comunica a ciascun utente del dispacciamento, ad esclusione dell'Acquirente Unico, l'elenco dei punti di prelievo o di immissione nella titolarità di tale utente iscritti nel registro di cui al comma 37.1 della medesima deliberazione ed appartenenti ad un medesimo punto di dispacciamento. Tale comunicazione non ha nulla a che vedere con la comunicazione che l'impresa distributrice deve fornire all'esercente la vendita entrante ai sensi del comma 6.1 in merito al processo di switching di un punto di prelievo che per il mese successivo, sarà ancora nella titolarità dell'esercente la vendita uscente indipendentemente dall'esito dello switching. Conseguentemente eventuali richieste di sospensione della fornitura pervenute dopo il sest'ultimo giorno del mese dovranno essere eseguite nei termini previsti.

Con riferimento al comma 8.2 la dicitura "a pena di irricevibilità" significa che il distributore non può processare una richiesta di switching che non contenga la proposta irrevocabile di acquisto del credito dell'esercente la salvaguardia?

Sì.

Con riferimento all'obbligo di cui al comma 9.1, relativo alla rilevazione dei dati di misura contestuale all'intervento di sospensione della fornitura, come deve comportarsi l'impresa distributrice in caso di inaccessibilità al misuratore?

In caso di inaccessibilità del misuratore, ai sensi delle disposizioni contenute nel TIV e richiamate nel medesimo comma, l'impresa distributrice può provvedere ad una stima dei dati di misura.

Tale stima può essere utilizzata per fatturare a titolo di acconto, salvo conguaglio qualora all'atto della riattivazione si evidenzi una differenza rispetto al dato stimato.

Il comma 9.2 prevede che l'impresa di distribuzione comunichi all'esercente la vendita l'elenco dei punti di prelievo per i quali è stata richiesta la sospensione della fornitura per morosità precisando se il punto è sospeso entro i termini di cui al comma 37.4 della deliberazione n. 111/06. Tale comunicazione è legata ad una richiesta di switching e quali informazioni deve contenere?

No. Tale comunicazione non è legata ad una richiesta di switching ma è funzionale ad un aggiornamento degli interventi di sospensione della fornitura realizzati nel mese. Infatti ciascuna impresa distributrice, entro il sestultimo giorno del mese, deve comunicare a ciascun esercente la vendita che abbia inviato delle richieste di sospensione della fornitura in data successiva alla precedente comunicazione, l'elenco dei punti per i quali è stata richiesta la sospensione della fornitura, unitamente alla specifica se l'intervento sia stato effettivamente eseguito.

Nel caso in cui la comunicazione ai clienti finali ai sensi dei commi 12.2 e 12.3, effettuata nel rispetto delle tempistiche previste, pervenga ai clienti finali oltre il termine previsto per la presentazione della richiesta di switching da parte di un venditore diverso dal preesistente, l'impresa distributrice deve comunque indicare il termine di cui al comma 12.4, lettera b)?

No. In tal caso l'attivazione del servizio di maggior tutela o di salvaguardia risulta inevitabile. La comunicazione di cui sopra deve semplicemente contenere indicazione del fatto che il servizio di maggior tutela o di salvaguardia sarà attivato.

Le comunicazioni di cui ai commi 12.2 lettera a), 12.3 e 13.1, lettera b), possono essere effettuate con posta ordinaria individuale protocollata?

L'articolo 12 non prevede forme specifiche con cui devono avvenire le comunicazioni, con la conseguenza che esse possono avvenire con ogni mezzo, fatti comunque salvi i principi e le norme in materia di prova dell'avvenuta comunicazione.

I termini per la comunicazione di cui al comma 14.1, in caso di inadempimenti relativi al servizio di dispacciamento, decorrono dalla data in cui l'impresa distributrice riceve la comunicazione da parte di Terna di cui al comma 12.1?

Sì.

Le disposizioni di cui all'articolo 16 sono valide per tutti i punti di prelievo non dotati di misuratore elettronico messo in servizio?

No. Ai sensi del comma 16.1 le disposizioni di cui all'articolo 16 si applicano ai soli punti di prelievo connessi in bassa tensione non dotati di misuratore elettronico messo in servizio. Conseguentemente il prodotto di cui al comma 16.2, lettera b) va calcolato considerando il totale dei punti connessi in bassa tensione non dotati di misuratore elettronico messo in servizio.

Come si deve comportare l'impresa distributrice nel caso in cui dal calcolo delle capacità mensile la quota attribuita ad un esercente la vendita sia inferiore a 1?

In tal caso l'esercente la vendita ha diritto a richiedere almeno una sospensione della fornitura.

Con riferimento al comma 16.4 l'impresa distributrice ha la possibilità di prevedere un giorno specifico della settimana nel quale gli esercenti la vendita possano inoltrare le richieste di sospensione?

Sì. In questo caso deve dare adeguata informazione agli esercenti la vendita del giorno specifico previsto.

Dal momento che l'impresa distributrice comunica ad ogni esercente la vendita la capacità mensile di sua competenza e che non è tenuta ad eseguire interventi eccedenti tale capacità, si deve intendere che l'esercente la vendita può richiedere la sospensione di un numero di punti al massimo pari alla sua quota?

L'articolo 16 non specifica alcun limite al numero di punti che ciascun esercente la vendita può richiedere di sospendere e, conseguentemente, ciascun esercente può richiedere di sospendere anche un numero di punti di prelievo maggiore rispetto alla sua quota.

Con riferimento al comma 17.1, lettera c) il numero di richieste di sospensione ricevute comprende anche le richieste oltre la capacità mensile di competenza del singolo venditore?

Si.

Con riferimento al comma 19.3, entro quale tempistica l'impresa distributrice provvede al trasferimento dei punti di prelievo ?

L'impresa distributrice provvede al trasferimento entro le tempistiche previste dalle procedure di switching.

Ultimo aggiornamento: 07 07 2008