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GU n. 117 del 22-5-2009
Ministero dello Sviluppo Economico

Approvazione del Piano triennale per la ricerca nell'ambito del sistema elettrico nazionale 2009-2011 e relativo Piano operativo annuale per l'anno 2009. (09A05805)

Decreto del 19.03.2009

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DECRETO 19 marzo 2009

 Approvazione del Piano triennale per la ricerca nell'ambito del
sistema elettrico nazionale 2009-2011 e relativo Piano operativo
annuale per l'anno 2009. (09A05805)

 IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo 1999, di attuazione della
direttiva n. 96/92/CE, recante norme comuni per il mercato interno
dell'energia elettrica ed in particolare l'art. 3, comma 11,
concernente gli oneri generale afferenti al sistema elettrico;
Visto il decreto interministeriale in data 26 gennaio 2000,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2000,
concernente l'individuazione degli oneri generali afferenti al
sistema elettrico ed in particolare l'art. 11, comma 2, che dispone
che il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
definisce le modalita' per la selezione dei progetti di ricerca da
ammettere all'erogazione degli stanziamenti a carico di un Fondo per
il finanziamento dell'attivita' di ricerca istituito presso la Cassa
conguaglio per il settore elettrico;
Visto il citato decreto interministeriale in data 26 gennaio 2000
ed in particolare l'art. 10, comma 2, lettera b), che dispone che le
attivita' di ricerca e sviluppo finalizzate all'innovazione tecnica e
tecnologica di interesse generale per il settore elettrico possono
essere a beneficio degli utenti del sistema elettrico nazionale e
contestualmente di interesse specifico di soggetti operanti nel
settore dell'energia elettrica nazionale o internazionale;
Visto il decreto interministeriale in data 17 aprile 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 2001, che
reca modifiche al citato decreto in data 26 gennaio 2000;
Visto il decreto del Ministro delle attivita' produttive 8 marzo
2006 (di seguito: il decreto 8 marzo 2006), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 63 del 16 marzo 2006, recante nuove modalita' di
gestione del Fondo per il finanziamento delle attivita' di ricerca e
sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico nazionale (di
seguito: Fondo);
Visto in particolare l'art. 2, comma 1, del citato decreto 8 marzo
2006, che prevede la predisposizione da parte del Comitato di Esperti
di Ricerca per il Sistema Elettrico (di seguito: CERSE) del Piano
triennale, contenente le priorita' delle attivita' di ricerca e
sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico nazionale,
gli obiettivi, i progetti di ricerca e sviluppo ed i risultati
attesi, la previsione del fabbisogno per il finanziamento del Fondo
per le attivita' di ricerca e sviluppo di interesse generale per il
sistema elettrico nazionale, previa consultazione dell'Autorita' per
l'energia elettrica ed il gas, del Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca e del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio (ora denominato: Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare) e della Cassa conguaglio
per il settore elettrico;
Visto, in particolare, l'art. 2, comma 3, del medesimo decreto, che
prevede l'approvazione del Piano triennale e della relativa
previsione di fabbisogno da parte del Ministero delle attivita'
produttive (ora Ministero dello sviluppo economico);
Considerato che la Commissione europea - DG concorrenza, in data 20
dicembre 2006, ha adottato la decisione n. C(2006)6681 def,
sull'aiuto di Stato nn. 27/05 - Ricerca e sviluppo nel settore
elettrico, con la quale e' stato espresso parere favorevole circa la
compatibilita' con il Trattato del regime di finanziamento alle
attivita' di ricerca e sviluppo nel settore elettrico, in quanto
riguarda progetti di ricerca fondamentale;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 giugno
2007, n. 383, registrato alla Corte dei conti il 28 giugno 2007,
registro 3, foglio 231, con il quale sono state attribuite
transitoriamente all'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas (di
seguito: Autorita') le funzioni del Comitato di Esperti di Ricerca
per il Settore Elettrico (di seguito CERSE) di cui al decreto 8 marzo
2006;
Vista la deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il
gas 29 luglio 2008, n. RDS 6/08, riguardante «Richiesta di parere ai
soggetti di cui al decreto 8 marzo 2006, art. 2, comma 2, sul Piano
triennale della ricerca di sistema elettrico per il periodo 2009-2011
e avvio di ricognizione» (di seguito: «Piano triennale» o »Piano
triennale 2009-2011»);
Vista la nota dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas
0022963-30/07/2008 prot. Generale/P del 30 luglio 2008, con la quale
l'Autorita' stessa nelle sue funzioni del CERSE ha trasmesso la
delibera indicata al punto precedente al Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, al Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, alla Cassa conguaglio per il
settore elettrico e per conoscenza al Ministero dello sviluppo
economico, ai fini dell'acquisizione dei rispettivi pareri, come
previsto dall'art. 2, comma 1 del decreto 8 marzo 2006;
Visto il verbale in data 19 novembre 2008, relativo alla Conferenza
dei servizi convocata dal Ministero dello sviluppo economico,
Direzione generale per l'energia e le risorse minerarie, con nota n.
38714 del 6 novembre 2008, al fine di pervenire all'acquisizione dei
pareri previsti dall'art. 2, comma 1 del decreto ministeriale 8 marzo
2006;
Considerato che nel corso della citata Conferenza dei servizi, il
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e la
Cassa conguaglio per il settore elettrico e l'Autorita' per l'energia
elettrica ed il gas hanno espresso parere favorevole sul Piano
triennale come proposto dall'Autorita' per l'energia elettrica ed il
gas nelle sue funzioni del CERSE con la citata delibera 29 luglio
2008 - RDS 6/08, mentre non si e' espresso il Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare, in quanto assente;
Vista la nota n. 0042078-19/12/2008 prot. generale/P del 19
dicembre 2008, con la quale l'Autorita' nelle sue funzioni del CERSE
ha trasmesso al Ministero dello sviluppo economico la deliberazione
15 dicembre 2008, n. RDS 11/08, riguardante «Piano operativo annuale
2009 del Piano triennale della ricerca di sistema elettrico per il
periodo 2009-2011»;
Visto il parere emesso dalla Commissione tecnica di verifica
dell'Impatto ambientale - VIA e VAS nella seduta plenaria del 18
dicembre 2008;
Vista la nota n. DSA-2008-038346 del 29 dicembre 2008, con la quale
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
ha espresso parere positivo sul Piano triennale 2009-2011 della
ricerca di sistema elettrico nazionale;
Considerato che per gli obiettivi di sicurezza e di economicita'
delle forniture energetiche, e' importante il contributo della
ricerca, con proposte che guardino sia al breve che al lungo termine,
in presenza di una crescente spinta all'internazionalizzazione delle
attivita' di ricerca e al trasferimento tecnologico nel campo
energetico e ambientale;
Considerati gli obiettivi di miglioramento dell'efficienza
energetica e dei servizi energetici, contenuti anche nel Piano
d'azione italiano dell'Efficienza energetica, inviato alla
Commissione europea nel luglio 2007;
Considerata la priorita' attribuita dalla politica nazionale ed
europea all'aumento dell'uso delle fonti rinnovabili ed alla ricerca
di una maggiore efficienza economica, nonche' la rilevanza attribuita
all'impiego sostenibile dei combustibili fossili e alla
sperimentazione di tecnologie d'avanguardia in materia;
Considerata, altresi', la priorita' attribuita dalla politica
nazionale al rilancio dell'opzione nucleare in Italia, che e' stato
avviato, anche con specifici interventi legislativi, per ricostituire
una rete di conoscenze tecniche, scientifiche e industriali in
materia nucleare e di un quadro normativo e regolamentare adeguato,
anche mediante:
a) la partecipazione ai programmi internazionali e comunitari di
ricerca;
b) lo sviluppo di tecnologie innovative per il ciclo del
combustibile, incluso il trattamento dei rifiuti radioattivi;
c) l'analisi delle attuali opzioni scientifiche e tecnologiche per
la produzione di energia nucleare, sotto il profilo della
sostenibilita' e della convenienza, e la definizione dei requisiti
minimi dei siti produttivi e di stoccaggio;
Considerato che la ricerca di sistema, finalizzata all'innovazione
del sistema elettrico nazionale, puo' contribuire ad affrontare,
creando le condizioni per una maggiore competitivita' industriale, le
problematiche energetiche, economiche ed ambientali legate ai
processi di produzione, trasmissione, distribuzione ed utilizzo
dell'energia elettrica;
Considerato che, nelle more della definizione della «Strategia
energetica nazionale», che indichi le priorita' per il breve ed il
lungo periodo e la determinazione delle misure indispensabili per
conseguire, attraverso gli strumenti normativi in corso di
approvazione, gli obiettivi indicati ai punti precedenti, si rende
necessario considerare il Piano triennale della ricerca di sistema
elettrico 2009-2011 come un Piano di transizione, che assicuri
gradualita' nel passaggio tra la precedente programmazione e la
nuova, garantendo maggior coerenza tra le singole linee di attivita',
la legislazione in corso di approvazione e l'adeguamento dei
contenuti con l'allocazione delle risorse indicate nel Piano stesso;
Considerato, altresi', che il Piano triennale 2009-2011 deve tener
conto dell'evoluzione del quadro normativo comunitario, definito dal
«Pacchetto clima-energia» approvato dal Parlamento europeo nel
dicembre 2008;
Considerato, altresi', che il Piano triennale 2009-2011 deve tener
conto delle iniziative per lo sviluppo e la competitivita' del
sistema produttivo italiano previste dal Programma del Ministero
dello sviluppo economico denominato «Industria 2015», del quale fa
parte integrante il Progetto di innovazione industriale
sull'Efficienza energetica;
Considerato, inoltre, che il Piano triennale 2009-2011 deve avere
ad oggetto, come previsto dagli articoli 2 e 9, comma 1, lettera a),
del decreto 8 marzo 2006, l'individuazione degli oggetti dei progetti
di ricerca e la definizione delle previsioni di finanziamento;
Ritenuto, in particolare, di dover espungere dal Piano triennale
2009-2011 i possibili obiettivi di ricerca, che presentano «un grado
di astrattezza inferiore rispetto agli altri e che sembra che
deliniino un quadro di riferimento per la realizzazione di progetti
(non piu' di ricerca, ma applicativi con possibili, significativi
effetti sull'ambiente)», come evidenziato dal parere emesso dalla
Commissione tecnica di verifica dell'Impatto ambientale - VIA e VAS
nella seduta plenaria del 18 dicembre 2008, citato in precedenza e
che potrebbero dare luogo alla realizzazione fisica di impianti e
infrastrutture;
Tenuto conto che, per quanto riguarda l'attivita' indicata al punto
1.3.1. (Localizzazione e sviluppo di un deposito di II categoria) del
Piano triennale 2009-2011, il Piano segnala l'urgenza di una
soluzione, che necessita di ulteriori contenuti tecnici e
programmatici, non rinvenibili nel Piano stesso;
Tenuto conto che le attivita' indicate al punto 2.2. (Cattura e
sequestro della CO2 prodotta dall'utilizzo di combustibili fossili)
del Piano triennale 2009-2011 devono essere coerenti con l'evoluzione
del quadro normativo posto in essere dalla legge 14 maggio 2005, n.
80, art. 11, comma 14;
Tenuto conto, pertanto, che quanto indicato ai punti 1.3.1. e 2.2.
del Piano triennale 2009-2011 deve limitarsi allo svolgimento di
attivita' di ricerca e non alla realizzazione fisica di impianti e
infrastrutture, escludendo ogni fase applicativa che possa avere
significativi effetti sull'ambiente;
Tenuto conto, altresi', che il Piano triennale 2009-2011 conferma
la distinzione tra temi di ricerca a totale beneficio degli utenti
del sistema elettrico nazionale, ad alto rischio o studi di carattere
sistemico e prenormativo, affidati ad organismi a prevalente
partecipazione pubblica e finanziati al 100% e temi di ricerca
industriale e sviluppo sperimentale, con finalita' di mercato a medio
termine, da affidare tramite bandi pubblici ad organizzazioni
disposte a contribuire al loro cofinanziamento e finanziati al 50%
per le attivita' di ricerca industriale e al 25% per le attivita' di
sviluppo sperimentale, fatte salve eventuali condizioni di favore per
realta' particolari, quali piccole e medie imprese e organismi di
ricerca;
Considerato che, in relazione al differente stato di avanzamento
delle attivita' gia' affidate, a valere sul Piano triennale
2006-2008, mediante Accordi di programma ed alla necessita' di
perfezionare gli atti necessari per quelle da affidare tramite
procedura concorsuale, e' adeguato destinare le risorse del Piano
operativo annuale 2009 prevalentemente al rinnovo degli Accordi gia'
ultimati e in parte a quelli per i quali si attendono i risultati;
Ritenuto, pertanto, di dover procedere tempestivamente
all'approvazione del Piano triennale della ricerca di sistema
elettrico 2009-2011 e del relativo Piano operativo annuale per l'anno
2009;

Decreta:


 Art. 1.

Oggetto


1. Il presente decreto disciplina l'attribuzione delle risorse per
lo svolgimento delle attivita' di ricerca e sviluppo di interesse
generale per il sistema elettrico nazionale e la loro ripartizione,
di cui al decreto ministeriale 8 marzo 2006 e definisce le modalita'
di affidamento dei progetti di ricerca a totale beneficio dell'utente
del sistema elettrico nazionale.
 Art. 2.

Approvazione


1. Ai sensi dell'art. 2, comma 2, del decreto 8 marzo 2006 e'
approvato il Piano triennale della ricerca di sistema elettrico
2009-2011 (allegato A) e il relativo Piano operativo annuale per
l'anno 2009 (allegato B), allegati al presente decreto come parte
integrante dello stesso.
2. I temi di ricerca sono classificati secondo la seguente
tipologia:
a) temi di ricerca a totale beneficio degli utenti del sistema
elettrico nazionale, ad alto rischio o studi di carattere sistemico e
prenormativo, affidati ad organismi a prevalente partecipazione
pubblica e finanziati al 100%;
b) temi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con
finalita' di mercato a medio termine, da affidare tramite bandi
pubblici ad organizzazioni disposte a contribuire al loro
cofinanziamento e finanziati al 50% per le attivita' di ricerca
industriale e al 25% per le attivita' di sviluppo sperimentale, fatte
salve eventuali condizioni di favore per realta' particolari, quali
piccole e medie imprese e organismi di ricerca.
3. Le aree prioritarie di intervento del Piano triennale 2009-2011
e le relative risorse sono indicate nella tabella che segue:

----> Vedere tabella a pag. 33 <----
 Art. 3.

Affidamento delle attivita' di ricerca a totale beneficio degli
utenti del sistema elettrico nazionale


1. Per i motivi indicati in premessa, in applicazione del Piano
operativo annuale indicato all'art. 2, comma 1, del presente decreto,
nel corso del 2009 si procedera' all'affidamento delle attivita' di
ricerca, a totale beneficio degli utenti del sistema elettrico
nazionale, attraverso lo strumento degli Accordi di programma, da
stipulare con soggetti pubblici o con organismi a prevalente
partecipazione pubblica, come previsto dall'art. 4 del decreto 8
marzo 2006.
 Art. 4.

Ripartizione dei contributi del Fondo


1. Sono destinati al finanziamento dei piani annuali 2009 degli
accordi di programma di cui all' articolo precedente, 43 milioni di
euro, a valere sulle disponibilita' del Fondo, cosi' ripartiti:
a) 5 milioni di euro per l' accordo di programma con l'ENEA, per
lo svolgimento di attivita' relative alla razionalizzazione e
risparmio nell'uso dell'energia elettrica ed allo sviluppo delle
conoscenze per l'utilizzo della fonte nucleare, che preveda, in
particolare, una partecipazione da parte dei principali Istituti
universitari nazionali, per una quota non inferiore al 20% delle
risorse finanziarie complessive, nonche' l' intervento delle societa'
partecipate;
b) 3 milioni di euro per l'accordo di programma con il CNR, per lo
svolgimento di attivita' relative alla produzione di energia
elettrica e protezione dell'ambiente, che preveda, in particolare,
una partecipazione alle attivita' da parte dei principali Istituti
universitari nazionali, per una quota non inferiore al 20% delle
risorse finanziarie complessive;
c) 35 milioni di euro per l'accordo di programma con la societa'
CESI Ricerca S.p.A., per lo svolgimento di attivita' relative al
governo, gestione e sviluppo del sistema elettrico nazionale, con
particolare riferimento alle infrastrutture di rete, agli scenari
futuri ed allo sviluppo e diffusione delle fonti rinnovabili.
 Art. 5.

Disposizioni finali


1. Il presente decreto, che non comporta oneri per il bilancio
dello Stato, sara' trasmesso all'Ufficio Centrale di Bilancio per i
provvedimenti di competenza ed il successivo inoltro alla Corte dei
Conti.
2. Il presente decreto sara', altresi', trasmesso alla Cassa
Conguaglio per il settore elettrico per il seguito di competenza.
 Art. 6.

Pubblicazione


1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 19 marzo 2009

Il Ministro : Scajola

Registrato alla Corte dei conti il 23 aprile 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita' produttive,
registro n. 1, foglio n. 273
 Allegato A

----> Vedere immagine a pag. 34 <----

INDICE

Premessa
Il Piano Triennale 2006-2008
Modalita' di contribuzione del fondo ai progetti di ricerca
Progetti di ricerca finanziati al 100%
Progetti di ricerca cofinanziati
Le Aree di ricerca del Piano Triennale 2009-2011
Governo, Gestione e Sviluppo del Sistema elettrico nazionale
Indirizzi strategici del Piano Triennale 2009-2011 e
Disponibilita' previste
- Analisi dello sviluppo futuro del sistema
- Evoluzione della domanda e dell'offerta di energia elettrica e
scenari futuri
- Valutazione dei risparmi di energia elettrica e gestione della
domanda
- Infrastrutture
- Trasporto e distribuzione dell'energia elettrica
- Accumulo dell'energia elettrica
- Energia nucleare
- Localizzazione e sviluppo di un deposito di II categoria
- Sviluppo di collaborazioni internazionali per l'utilizzo della
fonte nucleare
Produzione di energia elettrica e protezione dell'ambiente
- Sviluppo e diffusione dell'uso delle fonti rinnovabili
- Energia idroelettrica
- Energia elettrica da biomasse
- Energia elettrica da fonte eolica
- Energia elettrica da fotovoltaico
- Energia elettrica da correnti marine
- Energia elettrica da fonti geotermiche
- Cattura e sequestro della CO2 prodotta dall'utilizzo di
combustibili fossil
Razionalizzazione e risparmio nell'uso dell'energia elettrica
- Tecnologie di risparmio elettrico e nei settori collegati
industria e servizi
- Risparmio di energia elettrica nell'illuminazione pubblica
- Risparmio di energia elettrica nel settore civile
- Utilizzo dell'energia elettrica e solare per condizionamento
estivo
- Risparmio di energia elettrica nei mezzi di trasporto
Ripartizione delle risorse

Premessa

1. Il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, di attuazione
della direttiva 96/92/CE, recante norme comuni per il mercato interno
dell'energia elettrica, ha previsto, all'art. 3, comma 11, che con
decreto interministeriale del Ministro dell'industria del commercio e
dell'artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, sono individuati gli oneri
generali afferenti al sistema elettrico, ivi inclusi gli oneri
generali concernenti le attivita' di ricerca.
2. Il decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, 26 gennaio 2000 ha quindi
stabilito che i costi relativi alle attivita' di ricerca e sviluppo
finalizzate all'innovazione tecnica e tecnologica di interesse
generale per il sistema elettrico costituiscono onere generale
afferente al sistema elettrico e che essi siano coperti attraverso
stanziamenti a carico di un Fondo per il finanziamento delle
attivita' di ricerca (di seguito: Fondo) istituito presso la Cassa
Conguaglio per il Settore Elettrico (di seguito: Cassa) ed alimentato
dal gettito della componente A5 della tariffa del servizio di
distribuzione dell'energia elettrica.
3. Le modalita' di gestione del Fondo sono fissate dal decreto del
Ministro delle attivita' produttive 8 marzo 2006, che ha abrogato il
precedente decreto 28 febbraio 2003. Il decreto prevede l'istituzione
del Comitato di esperti di ricerca per il settore elettrico (di
seguito: CERSE), al quale compete, ai sensi dell'art. 9, comma 1,
lettera a), acquisiti i pareri dell'Autorita' per l'energia elettrica
e il gas e, per gli aspetti di competenza, del Ministero
dell'Universita' e della Ricerca, del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare e della cassa, la predisposizione
del Piano Triennale della ricerca di sistema elettrico (di seguito:
Piano Triennale), strumento di programmazione delle attivita' di
ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico
nazionale. Il Piano Triennale deve essere inviato per l'approvazione
al ministero dello sviluppo economico entro il mese di agosto di ogni
anno.
4. Il Piano Triennale 2006-2008 e relativo Piano operativo annuale
2006, predisposto dal CERSE e trasmesso al Ministero delle attivita'
produttive in data 6 luglio 2005, e' stato approvato con il decreto
del Ministro delle attivita' produttive 23 marzo 2006. Per le
attivita' previste nel Piano Triennale, il decreto prevede il
finanziamento di accordi di programma con ENEA, CNR, CESI ricerca
S.p.A. ed IPI (per lo svolgimento di progetti a totale beneficio
degli utenti del sistema elettrico nazionale) e l'approvazione dei
progetti di ricerca non compresi negli accordi di programma, e
previsti dal piano operativo annuale 2006, la cui selezione ai fini
dell'ammissione al finanziamento e' effettuata tramite procedura
concorsuale secondo le disposizioni dell'art. 5 del decreto 8 marzo
2006.
5. La Commissione europea, con propria decisione 20 dicembre 2006,
n. (2006)6681def, ha dichiarato che, anche in considerazione degli
impegni assunti dall'Italia, non e' da considerarsi aiuto di stato la
concessione di sovvenzioni a favore degli enti pubblici di ricerca,
alle condizioni esposte nella Decisione, e che, sempre in
considerazione degli impegni assunti dal nostro Paese, il regime che
l'Italia intende applicare per finanziare la ricerca industriale e
l'attivita' di sviluppo sperimentale da parte di imprese e' un aiuto
di Stato che puo' essere considerato compatibile con la disciplina in
materia di R & S.
6. Il decreto legge 18 giugno 2007, convertito, con modifiche,
nella legge 3 agosto 2007, n. 125, ha stabilito che il Ministero
dello sviluppo economico attui le disposizioni in materia di ricerca
e sviluppo di sistema previste dal decreto 8 marzo 2006, anche
mediante gli accordi di programma triennali previsti dal decreto 23
marzo 2006, dando quindi operativita' al Piano Triennale 2006-2008.
7. Il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto 21
giugno 2007, n. 383, ha attribuito transitoriamente all'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas le funzioni del CERSE.
8. Con successivo decreto del 22 giugno 2007, il Ministero dello
sviluppo economico ha attivato i previsti Accordi di programma con
ENEA, CESI Ricerca S.p.A. e CNR.
9. Con successive intese, il Ministero dello sviluppo economico e
l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas hanno convenuto sulla
necessita' di gestire le attivita' previste nel Piano Triennale
2006-2008:
a) nell'ambito degli Accordi di programma stipulati con ENEA,
CESI Ricerca S.p.A. e CNR, con i dovuti aggiornamenti definiti dai
rispettivi Comitati di sorveglianza di cui al art. 4, comma 3, del
decreto 8 marzo 2006;
b) dando seguito a quanto definito all'art. 4, punto 2, del
decreto 23 marzo 2006, ovvero al finanziamento dei progetti di
ricerca non compresi negli accordi di programma, mediante l'avvio
della procedura concorsuale, di cui all'art. 5 del decreto 8 marzo
2006, riguardante le tematiche individuate dal Piano Triennale con
gli aggiornamenti considerati opportuni dall'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas, nelle sue funzioni del CERSE, e proposti al
Ministero dello sviluppo economico.
E' stato inoltre convenuto di prevedere, ai fini della messa a
regime definitiva della ricerca per il sistema elettrico nazionale,
la predisposizione, a cura dell'Autorita' per l'Energia Elettrica e
il Gas nelle sue funzioni del CERSE, del Piano Triennale 2009-2011.
Il Piano Triennale dovra' tenere conto delle iniziative previste dal
Progetto di Innovazione Industriale «Efficienza energetica per la
competitivita' e lo sviluppo sostenibile» del programma Industria
2015 predisposto dal Ministero dello sviluppo economico. Come
indirizzo generale, il programma Industria 2015 dovrebbe essere
prevalentemente finalizzato alla «competitivita' delle imprese» e il
Piano Triennale per la ricerca di sistema elettrico prevalentemente
finalizzato alla ricerca di «soluzioni nuove» nei vari campi di
interesse.
10. Prima di acquisire i pareri previsti dal decreto 8 marzo 2006,
l'autorita' per l'energia elettrica e il gas, nelle sue funzioni del
CERSE, ha attuato una formale consultazione di tutti i soggetti
interessati sugli indirizzi strategici e sulle tematiche prioritarie,
cui conformare le attivita' di ricerca del Piano Triennale 2009-2011.
E' stato pubblicato sul sito dell'Autorita' il documento di
consultazione DCO 11/08 del 29 aprile 2008 cui hanno inviato commenti
23 Organizzazioni e 12 Esperti del settore. Nell'allegato e'
riportata una sintesi dei commenti e le considerazioni in merito ad
essi dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, nelle sue
funzioni del CERSE.
Il Piano Triennale 2006-2008
11. Il Piano Triennale 2006-2008 tuttora in corso di svolgimento
e' stato articolato nelle seguenti quattro aree e relativi settori:
- Governo del sistema elettrico: sviluppo del sistema di
produzione e trasmissione, gestione del sistema in economia, gestione
del sistema in sicurezza, sviluppo e gestione delle reti di
distribuzione, gestione della qualita', gestione del carico, il
sistema elettrico italiano in regime di mercato e le problematiche di
sicurezza.
- Produzione e fonti energetiche: parco idroelettrico,
miglioramento del rendimento medio di generazione del parco
termoelettrico, flessibilizzazione del comportamento delle centrali,
riduzione delle emissioni specifiche delle centrali, diversificazione
delle fonti energetiche.
- Trasmissione e distribuzione: reti ad AT, reti a MT-BT.
- Usi finali: fabbisogno energetico degli edifici, gestione dei
carichi, efficienza delle apparecchiature, generazione distribuita,
comunicazione e informazione.
12. Il decreto 23 marzo 2006, con il quale e' stato approvato il
Piano Triennale 2006-2008, ha stabilito che lo svolgimento delle
attivita' relative ad una parte dei temi di ricerca individuati siano
affidati a ENEA, CESI Ricerca, CNR ed IPI, con i quali il Ministero
dello sviluppo economico ha stipulato appositi Accordi di Programma.
A tal fine e' stato previsto un finanziamento, limitatamente al 2006,
rispettivamente di 20, 5, 35, 1 milioni di euro. Per effetto del
decreto legge 18 giugno 2007, convertito, con modifiche, nella legge
3 agosto 2007, n. 125, queste attivita' sono state prorogate, per
pari importi, anche per gli anni 2007 e 2008.
Inoltre, per progetti di ricerca non compresi negli accordi di
programma e previsti dal piano operativo annuale 2006, e' stato
previsto, nei limiti delle disponibilita' del Fondo, un bando per
complessivi 45,2 milioni di euro.
Il bando prevede proposte di progetti di ricerca nei gruppi
tematici inseriti nelle quattro aree in cui e' articolato il Piano:
Governo del sistema elettrico (Promozione dello sviluppo dei
siatemi; Sviluppo dispositivi di governo di sistema)
Produzione e fonti energetiche (Programmi di calcolo interattivi,
banche dati, scenari, misure)
Trasmissione e distribuzione (Normative di trasmissione e
distribuzione; Tecniche di trasmissione e distribuzione; Strategie di
trasmissione e distribuzione)
Usi finali (Modellistica, studi preformativi, linee guida;
Componenti e impianti innovativi
La selezione dei progetti che saranno presentati, ai fini
dell'ammissione al finanziamento, e' effettuata tramite procedura
concorsuale secondo le disposizioni dell'art. 5 del decreto 8 marzo
2006.
13. Lo stato di attuazione degli Accordi di Programma e' molto
differenziato. L'accordo con l'IPI non e' stato ancora stipulato. Gli
accordi di programma con ENEA e CNR sono stati attivati il 22 giugno
2007 ed hanno riguardato studi preliminari di portata molto limitata
fino al loro pieno avvio avvenuto all'inizio del 2008, una volta
conclusa positivamente la fase di valutazione ai fini dell'ammissione
al finanziamento ad opera degli esperti e conseguente ammissione
formale da parte del Ministero dello sviluppo economico. L'accordo di
programma con CESI Ricerca e' stato attivato contemporaneamente agli
altri due accordi, mentre le attivita' sono iniziate a gennaio 2006
per la valenza strategica dei temi di ricerca da svolgere e per la
necessita' di garantire un'adeguata continuita' alle attivita'
avviate da CESI S.p.A. nel triennio 2003-2005. Allo stato, si sono
gia' concluse le attivita' relative alla prima e alla seconda
annualita' del triennio, mentre sono in corso le attivita' relative
al 2008.
Disponibilita' previste per il Piano Triennale 2009-2011
14. A seguito dei ritardi nella partenza complessiva del Piano
Triennale 2006-2008, diverse attivita' non sono piu' in linea con gli
sviluppi del settore o sono rientrate in altri programmi nazionali.
Inoltre, in considerazione dell'attuale elevato costo dei
combustibili fossili cui e' collegato il valore delle tariffe
elettriche l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas ha finora
congelato il gettito della componente A5, destinata al finanziamento
della ricerca di sistema. Attualmente la contribuzione annuale al
Fondo per il Piano Triennale 2009-2011, anche tenendo conto dei
residui del precedente piano e' pari a circa 70 milioni di euro/anno.
15. Per il futuro sarebbe ottimale, perdurando gli elevati costi
dei combustibili fossili, non aumentare i prelievi sulla tariffa.
Tuttavia, tale orientamento e' subordinato alla «qualita'» delle
proposte di ricerca che saranno presentate nell'ambito del prossimo
Piano Triennale, pertanto la disponibilita' di risorse per il
finanziamento del Piano triennale 2009-2011 e' fissato ad «almeno» 70
Meuro/anno.
Indirizzi strategici del Piano Triennale 2009-2011
16. Tenendo conto della situazione energetica influenzata da
problematiche significative relative agli approvvigionamenti di
combustibili fossili, da cui prevalentemente dipende l'Italia, e dai
cambiamenti climatici, appare opportuno che l'orientamento generale
verso il quale indirizzare le attivita' di ricerca del Piano
Triennale sia la promozione di un sistema energetico piu' sicuro e
con maggiore efficienza, a piu' basso contenuto di carbonio, che non
rallenti lo sviluppo economico e sociale e tuteli il consumatore.
17. In questo contesto, il ruolo della ricerca puo' risultare
determinante per la capacita' di sviluppare tecnologie energetiche
innovative, efficienti e competitive, integrabili nel sistema
energetico nazionale, con cio' contribuendo al miglioramento della
sicurezza degli approvvigionamenti, alla diversificazione delle fonti
energetiche, alla protezione dell'ambiente, alla competitivita' del
sistema economico, alla promozione della concorrenza e alla tutela
dei consumatori.
18. Per il perseguimento dell'obbiettivo indicato, risulta
necessario incrementare l'utilizzo efficiente delle varie fonti
energetiche rinnovabili che per loro natura sono distribuite sul
territorio ed hanno la caratteristica della discontinuita' nella loro
disponibilita'. Cio' comporta, oltre al loro sviluppo, la necessita'
di dedicare particolare attenzione alle infrastrutture di trasporto e
di accumulo di energia. Rimane inoltre confermata, oltre alla ricerca
sui metodi di cattura e confinamento della CO2, la priorita' di
promuovere l'efficienza energetica e lo sviluppo di collaborazioni
internazionali, quale misura propedeutica, nel lungo termine, per il
ricorso all'energia nucleare.
19. Sono state conseguentemente individuate le aree prioritarie di
intervento, di seguito riportate:
1. Governo, Gestione e Sviluppo del Sistema elettrico nazionale
- Analisi dello sviluppo futuro del sistema
- Evoluzione della domanda e dell'offerta di energia elettrica
e scenari futuri - Valutazione dei risparmi di energia elettrica e
gestione della domanda
- Infrastrutture
- Trasporto e distribuzione dell'energia elettrica
- Accumulo dell'energia elettrica
- Energia nucleare
- Localizzazione e sviluppo di un deposito di II categoria
- Sviluppo di collaborazioni internazionali per l'utilizzo
della fonte nucleare
2. Produzione di energia elettrica e protezione dell'ambiente
- Sviluppo e diffusione dell'uso delle fonti rinnovabili
- Energia idroelettrica
- Energia elettrica da biomasse
- Energia elettrica da fonte eolica
- Energia elettrica da fotovoltaico
- Energia elettrica da correnti marine
- Energia elettrica da fonti geotermiche
- Cattura e sequestro della CO2 prodotta dall'utilizzo di
combustibili fossili
3. Razionalizzazione e risparmio nell'uso dell'energia elettrica
- Tecnologie di risparmio elettrico e nei settori collegati
industria e servizi
- Risparmio di energia elettrica nell'illuminazione pubblica
- Risparmio di energia elettrica nel settore civile
- Utilizzo dell'energia elettrica e solare per condizionamento
estivo
- Risparmio di energia elettrica nei mezzi di trasporto
Modalita' di contribuzione del fondo ai progetti di ricerca
20. Per assicurare la massima efficacia alle azioni del Piano
Triennale, nel contesto normativo in cui esso e' stato collocato e
sulla base delle esplicite osservazioni espresse in merito dalla
Commissione Europea, si ritiene opportuno confermare la distinzione
tra temi di ricerca ad alto rischio o studi di carattere sistemico e
prenormativo, affidati ad Organismi a prevalente componente pubblica
o Universita' e finanziati al 100% e temi di ricerca industriale e
sviluppo sperimentale, con finalita' di mercato a medio termine, da
affidare tramite bandi pubblici ad organizzazioni disposte a
contribuire al loro cofinanziamento.
21. Sulla base dell'ammontare complessivo delle risorse del Fondo
per la ricerca di sistema nel settore elettrico una quota pari al 60%
e' attribuita ai progetti finanziati al 100% e la restante quota del
40 % e' attribuita a progetti cofinanziati dalle imprese.
Progetti di ricerca finanziati al 100%
22. Nel contesto riportato, si ritiene che, per la stessa
definizione del Piano Triennale come «ricerca di sistema», i progetti
di ricerca a totale beneficio degli utenti del sistema elettrico
nazionale, che possono essere interamente finanziati dal Fondo,
debbano coinvolgere, sin dalla fase di impostazione e nella misura
piu' ampia possibile, i vari soggetti interessati, nel rispetto dei
loro specifici ruoli: operatori di ricerca per la produzione delle
conoscenze necessarie all'innovazione, le imprese produttrici per la
loro applicazione, le istituzioni pubbliche, per regolare il mercato
attraverso norme e incentivi, e le organizzazioni dei consumatori per
l'informazione e la formazione dei cittadini. Si ritiene inoltre che
per le attivita' di ricerca del Piano Triennale debba essere inoltre
sempre ricercata la piu' ampia collaborazione internazionale, anche
sulla base di specifici accordi bilaterali.
23. Analogamente i progetti finalizzati allo svolgimento di studi
di carattere sistemico e/o prenormativo devono essere collocati in un
ambito di intesa con gli Enti e i Soggetti pubblici destinatari dei
risultati attesi.
24. Si ritiene che gli aspetti che devono connotare i progetti di
ricerca per il sistema elettrico nazionale debbano essere
essenzialmente i seguenti:
ogni singolo progetto deve tener conto del possibile impatto che
genera nelle fasi della filiera: ricerca; produzione; distribuzione;
usi finali. Si devono considerare, sin dalla fase di elaborazione
della proposta di progetto, tutte le collaborazioni da attivare,
incluso, quando necessario, il trasferimento tecnologico dei
risultati della ricerca a tutti i potenziali fruitori. Gli Organismi
pubblici di ricerca o le Universita', singolarmente o congiuntamente,
affidatari di progetti di ricerca finanziati al 100%, possono
associare, nello svolgimento degli stessi, imprese, ma alla tassativa
condizione che esse operino su commessa e siano scelte in base ad
evidenza pubblica. I risultati rimangono comunque di proprieta'
pubblica e sono ampiamente diffusi e resi disponibili a tutti i
soggetti interessati;
deve essere considerata parte intrinseca di ciascun progetto la
promozione presso l'opinione pubblica della conoscenza dei risultati
delle ricerche svolte e degli effetti sulla situazione energetica
nazionale e mondiale e delle azioni necessarie per il suo
miglioramento, ivi inclusi i cambiamenti di comportamento per i
consumi energetici privati. Piu' in generale, per i settori per i
quali c'e' maggiore sensibilita' da parte dei cittadini (prezzi del
gas e delle tariffe elettriche; emissioni nocive di impianti
energetici e loro impatti anche paesaggistici sull'ambiente; effetti
sulla salute dei campi elettromagnetici delle linee elettriche aeree,
ecc.), gli operatori di ricerca dovranno attuare forme efficaci ed
efficienti di comunicazione con il pubblico. Partendo
dall'autorevolezza della fonte (la comunita' scientifica nel senso
piu' alto del termine) e' necessario curare con grande attenzione la
divulgazione appropriata delle informazioni, anche attraverso i
moderni mezzi di comunicazione. Non e' sufficiente l'usuale
pubblicazione dei risultati su riviste specializzate, ma e'
necessario organizzare, in collaborazione con le organizzazioni dei
consumatori, l'allestimento di siti Web dedicati alla consultazione
dei cittadini, allo sviluppo del dialogo e la promozione di fora per
la raccolta di osservazioni e commenti sui temi di maggiore impatto
sulla pubblica opinione. Per attuare tale indirizzo, i soggetti
attuatori di eventuali Accordi di programma dovranno dedicare uno
specifico «progetto» al tema della comunicazione.
il Piano Triennale deve essere coerente con tutte le altre
iniziative - in corso e in preparazione - sul tema piu' generale
dell'energia in ambito mondiale (ad es. ITER), europeo (VII Programma
quadro), nazionale (Piano Nazionale per la Ricerca; Ricerche
finanziate dal Ministero dell'universita' e della ricerca, dal
Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, Programma industria 2015
relativo alla efficienza energetica ecc.), nonche' locale (ad es.
iniziative regionali). Per qualsiasi obiettivo previsto dal Piano
Triennale, deve essere predisposta, da parte del soggetto proponente,
un'analisi critica del valore incrementale derivante dall'attivita'
di ricerca proposta rispetto ai risultati ottenuti da programmi di
ricerca gia' svolti su tematiche analoghe nel nostro Paese con
finanziamento pubblico.
25. Come avvenuto per il Piano triennale 2006-2008 (decreto 8
marzo 2006) il Ministero dello sviluppo economico valutera' le
modalita' piu' opportune per affidare lo svolgimento di progetti di
studi e ricerca per la gestione e lo sviluppo del sistema elettrico
nazionale a soggetti pubblici o a prevalente partecipazione pubblica,
sulla base di tematiche coerenti con gli indirizzi strategici del
nuovo Piano Triennale.
26. Tenendo conto delle oggettive difficolta' connesse con la
formulazione, da parte dei singoli soggetti selezionati, dei
programmi annuali di attivita', della loro valutazione e approvazione
da parte della struttura preposta, nonche' per il controllo in
itinere del loro svolgimento anche ai fini della liquidazione dei
vari stati di avanzamento, potra' essere prevista la possibilita' di
adottare per ogni singolo progetto il «piano triennale scorrevole»,
naturalmente corredato dei vari obiettivi intermedi con le loro
singole scadenze e con i punti di decisione per i necessari
aggiornamenti.
Progetti di ricerca cofinanziati
27. Sara' adottato, per i progetti di ricerca industriale e/o di
sviluppo sperimentale presentate da imprese del settore, nell'ambito
degli indirizzi strategici indicati nel Piano Triennale, lo strumento
del «bando» per la selezione delle proposte in regime di
cofinanziamento.
28. L'intensita' dell'aiuto a carico del Fondo non puo' superare
il 50% per le attivita' di ricerca industriale e il 25% per le
attivita' di sviluppo sperimentale, fatte salve eventuali condizioni
di favore per realta' particolari, quali PMI e organismi di ricerca.
Poiche' questo tipo di progetti prevede una finalizzazione di mercato
a breve-medio termine, i criteri di selezione delle proposte, oltre
alla innovativita', fattibilita' e credibilita' del programma di
ricerca e al suo costo in rapporto ai risultati attesi, essi dovranno
anche presentare una valutazione dell'impatto di mercato e dei suoi
effetti concreti sul sistema elettrico nazionale.
29. In sede di valutazione delle proposte, potra' essere previsto
un punteggio premiale per i progetti che prevedono un'effettiva
collaborazione fra un'impresa e un Organismo di ricerca o una
Universita'. Gli importi destinati agli enti di ricerca, mutuamente e
preventivamente concordati, devono far parte della quota a carico
delle imprese. Rientra in questa tipologia la possibilita' di
attribuire attenzione prioritaria a proposte di ricerca su tematiche
di rilevante prospettiva espresse da «new company» appositamente
costituite, con composizione mista universita-imprese, che si pongano
un target di ambiziosi obiettivi di mercato.
I risultati di progetti di ricerca cofinanziati rimangono di
proprieta' condivisa in rapporto alle quote di finanziamento del
progetto. Essi formano oggetto di diritti di privativa, con connessi
vincoli di segreto o di riservatezza. Il loro utilizzo privato e'
regolato da preventive intese con il Ministero dello sviluppo
economico da determinare anche in rapporto alle problematiche e ai
tempi connessi con la loro concreta commercializzazione. In ogni caso
l'ammontare dei diritti a favore del Fondo non potra' superare il
minore dei seguenti importi:
a) il 50% dei benefici economici derivanti dall'utilizzazione dei
risultati della ricerca;
b) l'ammontare del contributo ricevuto dal Fondo.
30. Su uno stesso tema di ricerca possono essere accolte piu'
proposte tra quelle presentate, anche per attivare una competizione
nel perseguimento degli obiettivi.
Possibili obiettivi di ricerca del Piano Triennale 2009-2011
31. Con riferimento alle tre aree strategiche prioritarie indicate
al punto 19 e tenendo conto dei temi di ricerca gia' affrontati nel
precedente Piano Triennale, sono di seguito indicati i possibili
progetti da sviluppare e sui quali i soggetti interessati potranno
avanzare proposte nelle forme e con le modalita' stabilite.
Area 1. Governo, gestione e sviluppo del sistema elettrico nazionale
1.1 Analisi dello sviluppo futuro del sistema
1.1.2 Evoluzione della domanda e dell'offerta di energia elettrica e
scenari futuri
Nel corso del precedente Piano triennale questa materia e' stata
ampiamente sviluppata ed alcuni temi sono ancora in corso, quali: lo
studio dell'evoluzione nel lungo periodo del sistema nazionale di
generazione di energia elettrica, tenendo conto dei vari vincoli:
(tecnologia; economia; ambiente); la valutazione delle iniziative
piu' opportune per sollecitare la concorrenza in un mercato
potenzialmente sempre piu' libero; la pianificazione dello sviluppo
delle reti di distribuzione, tenendo conto tra l'altro della tendenza
verso la generazione distribuita di energia elettrica e delle
esigenze del territorio; l'analisi e la valutazione complessiva dei
rischi del sistema elettrico nella sua configurazione attuale ed
evolutiva e le necessita' di un attento e tempestivo monitoraggio
della qualita' dell'energia elettrica fornita all'utente.
Anche ai fini di impostare adeguati interventi correttivi,
l'intero complesso delle problematiche descritte merita una
continuita' di approfondimento anche se con risorse adeguatamente
ridotte rispetto al passato, soprattutto in relazione ai cambiamenti
attesi nello scenario futuro nazionale, europeo e internazionale del
sistema elettrico.
1.1.2 Valutazione dei risparmi di energia elettrica e gestione della
domanda
A supporto della regolamentazione dell'efficienze energetica negli
usi finali, anche al fine di predisporre nuove schede di valutazione
dei risparmi energetici con metodi standardizzati e analitici, sono
necessarie analisi finalizzate ad individuare le tecnologie medie
gia' diffuse (baseline), nonche' analisi del potenziale tecnico
economico degli interventi di risparmio energetico nei diversi
settori di uso finale e l'analisi dei diversi strumenti di
regolazione utilizzati nei vari paesi industrializzati per la
promozione dell'efficienza energetica negli usi finali (schemi
tariffari, incluse tariffe verdi, fatturazione consumi, smart
metering); nel settore della domotica e dei servizi a valore
aggiunto, nuove tecnologie per la partecipazione attiva della domanda
dei piccoli consumatori al mercato elettrico (visualizzazione dei
consumi, modulazione automatica o semi-automatica della domanda di
energia elettrica, ecc.); identificazione dei protocolli di
comunicazione che e' necessario sviluppare in un contesto di piena
liberalizzazione.
1.2 Infrastrutture
1.2.1 Trasporto e distribuzione dell'energia elettrica
La liberalizzazione del sistema elettrico nazionale pone il tema
delle reti di trasporto e distribuzione dell'energia elettrica al
centro dell'attenzione, per la sicurezza di fornitura di energia
elettrica e per i suoi costi per il consumatore finale. Su tale tema
si ritiene che debba essere proseguita l'analisi gia' avviata nel
precedente piano sulle condizioni della rete elettrica nazionale, in
funzione del suo stato di vetusta', e sulle conseguenti azioni da
attuare per il suo ammodernamento e per prevenire eventuali
disservizi. Per le prospettive di sviluppo, sono ritenute di
interesse iniziative di ricerca sulle tematiche riportate nel
seguito:
- ambiti di fattibilita' e economicita' delle linee elettriche di
trasporto interrate e di nuovi conduttori, componenti e materiali per
migliorare l'efficienza di trasmissione e distribuzione dell'energia
elettrica;
- analisi del potenziamento dei collegamenti transfrontalieri
della rete elettrica nazionale con i paesi confinanti e delle
interconnessioni per mezzo di reti elettriche sottomarine con i Paesi
del bacino del Mediterraneo (Piano dell'Unione Mediterranea);
- sviluppi tecnologici e nuova regolamentazione della
"transizione verso reti di distribuzione attive" alimentate dai vari
moduli, disponibili sul mercato o da sviluppare ulteriormente, di
generazione distribuita, inclusa quella da fonti rinnovabili,
finalizzati anche a piu' elevati livelli di affidabilita' e
robustezza della rete ed una migliore qualita' della tensione;
- sviluppo di metodi innovativi di dispacciamento
«decentralizzato» ad aree limitate nei casi di presenza significativa
di generazione distribuita nelle reti di distribuzione e valutazione
delle necessita' infrastrutturali/informative necessarie; simulazione
delle reti funzionali alla valutazione degli eventuali benefici per
il sistema elettrico nazionale, connessi alla realizzazione di un
nuovo investimento nel rispetto dei limiti di sicurezza esistenti;
studio e sviluppo di metodi avanzati per la gestione del rischio in
capo al gestore della rete elettrica nazionale nella messa a
disposizione del mercato di risorse di rete necessarie per le
transazioni;
- sviluppo e reingegnerizzazione a minori costi e maggiore
penetrazione dei sistemi di monitoraggio della qualita' della
tensione, anche in relazione alle sopra richiamate evoluzioni
tecnologiche verso le reti attive; analisi delle esigenze di
immunita' degli apparati produttivi in relazione ai disturbi condotti
della tensione e valorizzazione dei costi per gli utenti derivanti da
tali disturbi; modelli di microreti a bassa tensione o in corrente
continua destinati a specifici contesti territoriali o di utenza
finalizzati alla qualita' dell'energia elettrica fornita e alla sua
continuita';
- praticabilita'. di utilizzo dei sistemi di misuratori/attuatori
telegestiti installati presso l'utenza diffusa (bassa tensione) per
sviluppare un meccanismo selettivo di riduzione del carico diffuso a
scopo di salvaguardia del sistema elettrico.
1.2.2 Accumulo dell'energia elettrica
La realizzazione industriale di sistemi di accumulo di energia
elettrica a basso costo, con un rapporto peso/volume/capacita' tale
da permettere una buona autonomia e con materiali non eccessivamente
inquinanti, pur se lungamente annunciata, rappresenta tuttora un
obiettivo di interesse strategico da perseguire. Non mancano in
questo settore molte interessanti prospettive che, se realizzate,
potrebbero contribuire ad una migliore gestione del sistema di
generazione-accumulo-trasmissione-distribuzione dell'energia
elettrica, oltre al minor inquinamento, sopratutto dei centri urbani.
D'altra parte, uno dei maggiori ostacoli alla diffusione delle
fonti energetiche rinnovabili e' costituito dal fatto che spesso esse
sono fonti discontinue, soprattutto per quanto riguarda il solare,
l'eolico ed in qualche misura anche il mini e micro idroelettrico,
pertanto il tema dell'accumulo di energia - sia elettrico che termico
- rappresenta un obiettivo importante.
1.3 Energia nucleare
1.3.1 Localizzazione e sviluppo di un deposito di II categoria
Anche in relazione alle recenti decisioni del Governo e'
necessario e urgente dare una soluzione accettabile al problema
costituito dai rifiuti radioattivi, attuali o prodotti in futuro,
nonche' provvedere alla realizzazione di un deposito di II categoria.
1.3.2 Sviluppo di collaborazioni internazionali per l'utilizzo della
fonte nucleare
La ricerca sul tema delle nuove centrali nucleari e' opportuno sia
considerata nell'ambito di collaborazioni internazionali, non solo
per promuovere la capacita' delle imprese nazionali alla
realizzazione di centrali nucleari piu' economiche ma soprattutto per
assicurare un loro esercizio sicuro e garantito anche sotto l'aspetto
della non proliferazione e del problema delle scorie radioattive.
L'obiettivo strategico prioritariamente da perseguire e' la
ricostituzione nel nostro paese di un sistema di competenze integrato
(formazione di specialisti, strutture autonome e indipendenti di
autorizzazione e controllo, attrezzature di sperimentazione, ecc.)
anche questo da attivare nell'ambito di una cooperazione
internazionale decisa ai livelli opportuni.
Area 2. Produzione di energia elettrica e protezione dell'ambiente
2.1 Sviluppo e diffusione dell'uso delle fonti rinnovabili
2.1.1 Energia idroelettrica
La futura espansione della fonte idroelettrica non rappresenta
realisticamente nel nostro Paese una potenzialita' aggiuntiva
significativa. Le attivita' che devono essere svolte su tale tema
sono relative principalmente alla sicurezza ,in considerazione della
vetusta' delle dighe e degli impianti di produzione di energia
elettrica. Un secondo importante aspetto legato all'utilizzo della
fonte idroelettrica e' relativo ai condizionamenti che potrebbero
derivare al loro esercizio da future carenze di acqua per usi diversi
dalla produzione di elettricita' (agricoltura) in relazione ai temuti
effetti dei cambiamenti climatici.
2.1.2 Energia elettrica da biomasse
Nel nostro Paese puo' rappresentare un contributo, non
determinante, ma comunque importante, la produzione di energia da
scarti di produzione industriale, dai sottoprodotti della gestione e
controllo delle aree boschive e dai rifiuti in genere. In relazione
allo sviluppo della linea di costa del nostro paese e alla presenza
di un mare con caratteristiche particolarmente appropriate, riveste
interesse la prospettiva di coltivazione di alghe per la costituzione
di biomasse, tanto per la produzione di energia elettrica che per la
produzione di biocombustibili. Rimane di grande interesse una ricerca
che consenta l'utilizzazione energetica locale di residui o scarti di
scarso valore intrinseco che non sopporterebbero l'aggravio dei costi
di trasporto per lunghe distanze (a tal proposito, ai fini di rendere
applicativa la Direttiva 2001/77/CE e il decreto legislativo n.
387/2003 si sottolinea l'importanza di disporre delle metodologie per
la determinazione della parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e
residui provenienti dall'agricoltura - comprendente sostanze vegetali
e animali - e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonche'
la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani). Un
progetto di ricerca che preveda la realizzazione di prototipi
rappresentativi di una potenziale diffusione di piccoli impianti
ecologicamente ben progettati per l'utilizzo in loco di biomasse
disponibili sarebbe certamente di grande valore aggiunto per
l'ambiente. Per quanto riguarda tali impianti un'attenzione specifica
merita la produzione di biogas per l'alimentazione di celle a
combustibile.
2.1.3 Energia elettrica da fonte eolica
In considerazione dello stato avanzato dello sviluppo della
tecnologia e' opportuno che il nuovo Piano Triennale consideri
attivita' di ricerca, limitatamente agli aspetti di consistenti
innovazioni rispetto alla situazione tecnologica attuale, quali le
applicazioni off shore, per valutare fattibilita' e costi di
realizzazione a varie profondita' marine lungo le nostre coste di
parchi eolici, nonche' le condizioni che devono essere rispettate per
non turbare gli aspetti paesaggistici. Merita inoltre attenzione lo
sviluppo di ulteriori nuove tecnologie innovative per l'utilizzo
dell'energia da fonte eolica.
2.1.4 Energia elettrica da fotovoltaico
Sostenere gli incentivi in atto per lo sviluppo dell'energia
fotovoltaica con le attuali tecnologie ancora troppo costose non e' a
lungo sostenibile in rapporto al contributo atteso da questa fonte
energetica. E' quindi decisamente necessario un programma di una
ricerca avanzata che riguardi i nuovi materiali - in particolare i
nanomateriali - che consenta di abbassare drasticamente i costi delle
attuali celle a base di silicio, punto debole della tecnologia.
2.1.5 Energia elettrica da correnti marine
Su tale tematica sarebbe utile un'attivita' esplorativa per
valutare la fattibilita' dello sfruttamento energetico di tale
potenziale fonte di energia rinnovabile ed esaminare le tecnologie
che dovrebbero essere sviluppate, attuando eventualmente alcune
sperimentazioni dimostrative.
2.1.6 Energia elettrica da fonti geotermiche
Un argomento da riconsiderare e' lo sfruttamento dell'energia
geotermica in forme nuove. Il nostro Paese ha storicamente una
posizione di avanguardia nel settore ed ha inoltre una situazione
geologica che dovrebbe essere favorevole allo sfruttamento delle
risorse energetiche esistenti nel sottosuolo di varie zone del Paese.
Appare quindi opportuno l'inserimento nel nuovo Piano Triennale di un
progetto per la valutazione del potenziale sfruttamento tanto del
calore superficiale che di rocce calde a grandi profondita', in tal
caso avvalendosi delle tecnologie di perforazione sviluppate in campo
petrolifero.
2.2 Cattura e sequestro della CO2 prodotta dall'utilizzo di
combustibili fossili
Si ritiene che gli aspetti legati alla produzione di energia
elettrica da fonti fossili (flessibilita' dei cicli combinati,
rendimento centrali a carbone, rispetto delle normative in tema di
emissioni, ecc.) debbano essere oramai considerati di stretta
competenza delle imprese interessate (e quindi eventualmente da
inserire nelle tematiche dei progetti a cofinanziamento). Al
contrario, la cattura e il sequestro della CO2 e' un tema di
interesse generale che non puo' essere finanziato dalle imprese,
anche perche' il rischio di insuccesso e' tale da non consentire i
necessari investimenti, che sono molto elevati.
Le esigenze di una moderna societa' richiedono la disponibilita'
di combustibili liquidi o gassosi. I combustibili solidi come il
carbone hanno infatti una destinazione limitata all'alimentazione di
centrali elettriche di grande dimensione per le quali l'eventuale
separazione della CO2 prodotta lascia aperto il problema del suo
successivo trasporto verso il luogo di stoccaggio definitivo (mare o
miniere esauste).
Questa situazione suggerisce, come soluzione di lungo periodo, la
concentrazione in un unico sito di impianti di dimensioni adeguate,
che, partendo da combustibili solidi (carbone, rifiuti, biomasse),
producano combustibili liquidi o gassosi da distribuire alle varie
utenze attraverso le infrastrutture esistenti (o da potenziare) e
prevedano contestualmente la separazione della CO2 e il suo
stoccaggio, possibilmente in sito o comunque in zone che non
richiedano il trasporto a lunga distanza.
Si ritiene che nel nostro paese esista un'opportunita' reale per
l'applicazione della soluzione prospettata. Nel sito del Sulcis in
Sardegna sono gia' in corso attivita' di ricerca sul tema e
specificamente per lo sviluppo dello sfruttamento ecologicamente
adeguato di combustibili sporchi (carbone ad alto contenuto di zolfo,
rifiuti ecc), cui collaborano oltre alla Regione e l'ENEA anche le
Societa' Sotacarbo e Carbosulcis, titolare della miniera di carbone
omonima. Il sito, oltre alla stessa miniera, possibile sede di
sperimentazione dello stoccaggio della CO2 prodotta, e' anche
prossimo al mare per una eventuale destinazione della CO2 in siti
marini ad elevata profondita' gia' accertati nel Mediterraneo.
Considerata questa opportunita', il Piano Triennale prevede un grande
progetto nazionale da sviluppare con adeguate ricerche e
sperimentazioni da parte dei vari soggetti impegnati sul tema,
finalizzato alla realizzazione nel sito del Sulcis di una piattaforma
nazionale per la produzione di combustibili liquidi o gassosi
(incluso l'idrogeno) da destinare in una prima fase alle esigenze
dell'isola e in prospettiva a quelle nazionali. Cio' anche tenendo
conto delle dinamiche in corso nei prezzi e nella progressiva
scarsita' del petrolio che impongono strategie di lungo termine nel
campo dei combustibili di sintesi sostitutivi o alternativi ai
derivati petroliferi.
Tale progetto, per i suoi prevalenti aspetti di ricerca avanzata,
non deve essere considerato in alternativa con altre iniziative, allo
studio nello stesso sito, per la realizzazione di centrali elettriche
per la produzione combinata di energia elettrica e idrogeno con
cattura e stoccaggio della CO2.
Un argomento da esplorare e' rappresentato inoltre dall'indagine
sui giacimenti petroliferi per i quali puo' essere utile l'utilizzo
della CO2 per il recupero di petrolio e sulle tecnologie piu'
opportune da utilizzare.
Area 3. Razionalizzazione e risparmio dell'energia elettrica
3.1 Tecnologie di risparmio elettrico e nei settori collegati
industria e servizi
Si ritiene che l'efficienza energetica sia la fonte virtuale di
energia realisticamente piu' importante cui sia possibile ricorrere,
in termini quantitativi significativi, per sostituire le fonti
fossili e per rispettare gli impegni assunti dal nostro Paese in
termini di riduzione delle emissioni di CO2.
Lo sviluppo dell'efficienza energetica, in particolare negli usi
finali, richiede soprattutto l'intervento di imprese che siano in
grado di offrire, sia all'utente industriale sia a quello civile,
componenti e servizi tecnologici in grado di consumare meno energia
elettrica a parita' di servizio reso. Tale tema si presta pertanto
prioritariamente allo sviluppo di progetti di ricerca in regime di
cofinanziamento.
Nella selezione dei progetti si dedichera' attenzione alle misure
di miglioramento dell'efficienza energetica adottate nell'ambito del
Piano d'azione italiano per l'efficienza energetica trasmesso dal
Governo alla Commissione europea nell'agosto 2007, in accordo alla
direttiva 2006/32/CE sull'efficienza degli usi finali dell'energia e
i servizi energetici, con riferimento alle situazioni territoriali
del nostro Paese.
3.2 Risparmio di energia elettrica nell'illuminazione pubblica
Si ritiene opportuno uno studio sui potenziali risparmi nel
settore dell'illuminazione pubblica e stradale, nonche'
dell'illuminazione comunque ad uso pubblico, e per eventuali
iniziative di ricerca da promuovere, oltre a quelle (economiche e
normative) gia' attualmente regolate nell'ambito dei certificati
bianchi. I nuovi sviluppi dei LED (Light Emission Diod) e degli OLED
(Organic LED) aprono prospettive molto interessanti per la riduzione
dei consumi di energia elettrica nell'illuminazione pubblica ed anche
nei semafori. Partendo dalla valutazione della fattibilita', dei
costi e della convenienza di un'applicazione in grande scala di
questa tecnologia deve essere inserito nel Piano progetto in scala
significativa in accordo con Amministrazioni locali per la
sperimentazione dei vantaggi conseguibili.
3.3 Risparmio di energia elettrica nel settore civile
Il controllo dei consumi del sistema elettrico nel settore
abitativo e i potenziali consistenti risparmi conseguibili sono
ritenuti un capitolo fondamentale dell'efficienza energetica. Sono
stati gia' sviluppati avanzati sistemi informatici automatizzati e a
relativo basso costo per il conseguimento di tale obiettivo. Essi
andrebbero peraltro resi adeguatamente utilizzabili dagli utenti
domestici, anche con programmi di informazione e formazione
opportunamente studiati e personalizzati. Quindi il Piano prevede su
questo aspetto del sistema elettrico nazionale un progetto ad hoc
opportunamente studiato «per costare poco» ed essere «facilmente
utilizzabile» e preveda inoltre un'assistenza adeguata. Deve essere
incluso inoltre nel progetto lo studio delle interazioni tra
risparmio energetico negli usi finali e la gestione dei carichi.
3.4 Utilizzo dell'energia elettrica e solare per condizionamento
estivo
I picchi di domanda di energia elettrica si verificano ora
stabilmente nei periodi estivi in connessione con le necessita' di
condizionamento degli ambienti e, piu' in generale, di alimentazione
della catena del freddo E' necessario pertanto sviluppare a tale
scopo sistemi basati sull'utilizzo dell'energia solare, che e'
ovviamente massima in tale periodo.
3.5 Risparmio di energia elettrica nei mezzi di trasporto
L'intero sistema dei trasporti collettivi rappresenta un settore
di alti consumi di energia elettrica. Sono pertanto necessari studi
sui possibili interventi (ad esempio, lo sviluppo e l'utilizzazione
di materiali piu' leggeri per le metropolitane e i treni) e le
razionalizzazioni possibili, nonche' una serie di simulazioni o
sperimentazioni dimostrative, per impostare un programma di
riorganizzazione strutturale dell'intero sistema.
Ripartizione delle risorse
La presente proposta di Piano triennale per quanto riguarda la
ripartizione delle risorse rispetto alle idee progettuali indicate
intende essere coerente con le seguenti indicazioni:
a) L'importo complessivo del Fondo derivante dalla componente A5
della tariffa elettrica e' stabilito ad un valore di almeno 210 Meuro
per il triennio;
b) La determinazione definitiva dell'importo sara' rapportato
alla «qualita'» delle proposte pervenute;
c) La ripartizione indicativa media complessiva tra attivita'
finanziate al 100% e attivita' cofinanziate e' fissata
rispettivamente a 60% e 40%.
La motivazione di tali scelte deriva dall'indirizzo adottato e
sostanzialmente condiviso nell'ambito della consultazione effettuata,
che prevede la concentrazione dei programmi su obiettivi fortemente
innovativi e di subordinare l'ammontare del gettito della componente
A5 ai requisiti di eccellenza delle proposte di ricerca presentate,
nonche' infine di favorire conseguentemente il coinvolgimento attivo
delle imprese del settore nella fase di presentazione delle proposte
.
Sulla base di questa impostazione nella seguente Tabella n. 1 e'
riportata per le singole Aree prioritarie di intervento l'indicazione
delle quote attribuite agli enti di ricerca a prevalente
partecipazione pubblica (tipologia a) e a quelli da affidare ad
imprese in regime di cofinanziamento (tipologia b).


----> Vedere Tabella a pag. 40 <----

Nella Tabella n. 2 e' riportata a titolo indicativo una proposta
di ripartizione delle risorse per le Aree prioritarie di intervento e
per singole tematiche di ricerca in cui esse sono articolate.

----> Vedere Tabella a pag. 41 <----

La ripartizione delle risorse indicata nel Piano esprime
l'orientamento dell'Autorita', nelle funzioni del CERSE, sulla base
dell'analisi della situazione nazionale del sistema elettrico e sulle
esigenze di un suo potenziale sviluppo futuro. La ripartizione
effettiva e la loro effettiva quantificazione e' subordinata ad una
ricognizione volta a verificare la reale capacita' degli operatori
del sistema elettrico di proporre e sviluppare progetti di ricerca e
innovazione riguardanti le tematiche di ricerca individuate nel
presente documento, con particolare riferimento ai progetti che
potranno essere attuati nell'ambito del piano operativo annuale 2009.
Gli operatori del settore potranno far pervenire in tempi brevi le
necessarie indicazioni in merito alla loro disponibilita' ad attuare
progetti nelle aree indicate, specificando la possibile data di avvio
e la durata, il costo di massima previsto, la tipologia delle
attivita' (di tipo a) o b), come definito all'art. 10, comma 2 del
decreto 26 gennaio 2000), nonche' i risultati attesi.
Piano Triennale 2009-2011 della ricerca di sistema elettrico
nazionale
Piano operativo annuale 2009
Il Piano Triennale 2009-2011 della ricerca di sistema elettrico
nazionale fissa le risorse minime disponibili per le tre aree
prioritarie di intervento individuate, ripartendole per le attivita'
di ricerca di cui alle lettere a) e b) del decreto 26 gennaio 2000,
art. 10, comma 2, come di seguito riportato:

----> Vedere Tabella a pag. 42 <----

* Eventuali risorse aggiuntive che si rendessero disponibili sul
fondo per la ricerca di sistema elettrico 4:1* cui all'art. 11 del
decreto 26 gennaio 2000, verranno destinate al fmanziamento delle
attivita' relative alla terza annualita' del triennio 2009-2011.
Attivita' di ricerca di tipologia a)
Per il finanziamento delle attivita' di ricerca di tipologia a)
per l'anno 2009 e' previsto un importo di 43 M€, a valere sulle
disponibilita' del fondo per la ricerca di sistema elettrico.
Per queste attivita' di ricerca, affidate a organizzazioni di
ricerca pubbliche o a prevalente partecipazione pubblica, potra'
essere utilizzato lo strumento degli Accordi di Programma previsto
all'art. 4 del decreto ministeriale 8 marzo 2008. Sulla base
dell'esperienza maturata in prima attuazione del citato decreto, e'
emersa l'esigenza di introdurre strumenti piu' opportuni per
garantire il coordinamento e la massima integrazione delle attivita'
svolte da organizzazioni diverse sulla stessa tematica o su tematiche
affini, quale l'individuazione ex ante dell' organizzazione capofila
che assicurera' il coordinamento scientifico e tecnologico delle
attivita' svolte. Nello stesso tempo e' auspicata la partecipazione
delle realta' universitarie in possesso di competenze di interesse
per le attivita' del Piano Triennale.
Per la formulazione del piano annuale 2009 e' stato adottato il
criterio di individuare un numero limitato di Progetti coerenti con
le priorita' strategiche indicate dal Piano Triennale. Tali Progetti
saranno articolati in specifiche attivita' svolte dai diversi
Soggetti pubblici di ricerca.
Le risorse previste sono ripartite tra le aree di intervento
prioritarie identificate nel Piano Triennale 2009-2011 e nelle
rispettive attivita' di ricerca, selezionate in base alla loro
priorita', come riportato in tabella I.
Per il calcolo delle disponibilita' effettive, nel triennio
2009-2011, sempre per la tipologia a), sono da considerare anche gli
importi residui degli Accordi di programma ENEA e CNR relativi alle
annualita' 2007 e 2008 derivanti dalla legge n. 125/2007, ma non
ancora utilizzati e che ammontano, complessivamente, a 50 M€,
che saranno ripartiti sui Progetti in coerenza con le indicazioni del
Piano Triennale.
Attivita' di ricerca di tipologia b)
Il decreto del Ministro delle attivita' produttive 23 marzo 2006,
con il quale e' stato approvato il Piano Triennale 2006.2008 della
ricerca di sistema elettrico nazionale, prevede, all'art. 4, comma 2,
che parte delle disponibilita' del fondo per la ricerca di sistema
elettrico siano destinate al finanziamento di progetti di ricerca
selezionati tramite procedura concorsuale secondo le disposizioni
dell'art. 5 del decreto 8 marzo 2006.
Il piano operativo 2009 non prevede l'avvio di procedure
concorsuali per l'assegnazione di risorse destinate al
cofinanziamento di attivita' di ricerca di tipologia b), tenuto conto
che e' in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il bando di
gara approvato dal Ministero dello sviluppo economico, sui temi di
ricerca a valere sul Piano triennale 2006-2008.

----> Vedere Tabella a pag. 43 <----