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Consumatori  servizi idrici

Cosa si intende per "servizi idrici"

Per rendere l'acqua disponibile ai consumatori è necessaria una complessa rete di infrastrutture composta da grandi acquedotti, da serbatoi di accumulo, potabilizzatori e da reti di distribuzione. Le acque scaricate devono poi essere allontanate e depurate prima di essere restituite all'ambiente, pertanto vengono convogliate attraverso le fognature ai depuratori, impianti complessi e costosi, indispensabili per proteggere l'ambiente dall'inquinamento. Il Codice dell'Ambiente (d.lgs. 152/2006) definisce il "servizio idrico integrato" come l'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue, che deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie (art. 141).

acquedotto
  • Captazione: le acque vengono prelevate dall'ambiente con opere di captazione diverse a seconda del tipo di fonte.
  • Potabilizzazione e adduzione: l'acqua raccolta viene sottoposta a trattamenti specifici per assicurare i requisiti di qualità per l'uso umano previsti dalla legge viene poi trasportata con grandi condotte di adduzione fino ai serbatoi di accumulo in prossimità dei centri abitati.
  • Distribuzione: attraverso una fitta rete di condotte e impianti l'acqua viene trasportata fino ai rubinetti delle nostre case.
fognatura
  • Fognatura: le acque usate scaricate dalle nostre abitazioni vengono raccolte in un sistema di reti e impianti che le convoglia agli impianti di depurazione.
depurazione
  • Depurazione: gli impianti di depurazione migliorano la caratteristiche delle acque reflue attraverso processi chimico-fisici e biologici garantendo che il loro scarico non alteri gli ecosistemi naturali.
  • Restituzione all'ambiente: al termine del ciclo le acque sono restituite all'ambiente.

Come sono organizzati i servizi idrici:
gli Ambiti Territoriali Ottimali e gli Enti di governo dell'Ambito

I servizi idrici sono organizzati sulla base di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), porzioni di territorio i cui confini sono definiti dalle Regioni.
Sul territorio nazionale si contano 64 ATO che, rispetto alla dimensione territoriale, sono così suddivisi:
  • ­ 1 interregionale
  • ­ 12 regionali
  • ­ 51 di delimitazione inferiore al territorio regionale

Per ogni ATO è previsto un Ente di Governo dell'Ambito (EGA): un organismo a cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni ricadenti nell'ATO ed al quale sono trasferite le competenze degli stessi Comuni in materia di gestione delle risorse idriche.
L'Ente di Governo dell'Ambito affida il servizio idrico ad un gestore unico, che gestisce su tutto il territorio il ciclo integrato dell'acqua, dalla captazione alla depurazione, realizzando gli investimenti necessari. Nel caso in cui l'ATO abbia dimensione regionale, l'affidamento al gestore unico può avvenire per sub-ambiti la cui dimensione non può però essere inferiore a quella provinciale.
Ad oggi gli affidamenti ai gestori unici non sono ancora avvenuti in maniera completa su tutto il territorio nazionale; per tale ragione in alcuni ATO ancora coesistono numerose gestioni.
Gli Enti di Governo dell'Ambito hanno diversi compiti oltre quello di affidare il servizio idrico al gestore unico, come, ad esempio, quello di predisporre la tariffa da sottoporre all'Autorità, secondo i criteri da questa definiti.

 

Il ruolo dell'Autorità nel settore dei servizi idrici

Le competenze affidate all'Autorità

Con il Decreto Legge n. 201/11 (c.d. "Salva-Italia") sono state attribuite all'Autorità per l'energia elettrica e il gas "le funzioni attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici". Queste funzioni - che sono individuate dal DPCM 20 luglio 2012 - vengono esercitate dall'Autorità con gli stessi poteri attribuiti dalla sua legge istitutiva (la L. n. 481 del 1995) e fanno riferimento a diversi aspetti del servizio idrico integrato: dalla definizione dei costi ammissibili e dei criteri per la determinazione delle tariffe a copertura di questi costi, alle competenze in tema di qualità del servizio, di verifica dei piani d'ambito e di predisposizione delle "convenzioni tipo" per l'affidamento del servizio.
Diversamente, la regolazione delle caratteristiche dell'acqua fornita, ovvero delle caratteristiche chimiche e microbiologiche al rubinetto, non compete all'Autorità.

Le finalità dell'azione dell'Autorità

Per fare in modo che sia reso effettivamente disponibile a tutti i consumatori un servizio di qualità al minor costo, sono necessari ingenti investimenti infrastrutturali, da effettuare nel rispetto delle decisioni referendarie e della normativa nazionale ed europea. Obiettivo dell'Autorità è definire attraverso una regolazione stabile e certa (definita a seguito di un ampio processo di consultazione con i diversi soggetti interessati, operatori e consumatori), un sistema tariffario equo, trasparente e non discriminatorio, che garantisca gli investimenti necessari, un servizio efficiente e di qualità e la tutela dei clienti finali, nel rispetto dei principi comunitari del «recupero integrale dei costi», compresi quelli ambientali e relativi alla risorsa, e «chi inquina paga», sempre salvaguardando le utenze economicamente disagiate.
Obiettivo dell'Autorità è inoltre quello di garantire la diffusione, la fruibilità e la qualità del servizio all'utenza in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, tutelando i diritti e egli interessi degli utenti e garantendo che la gestione dei servizi idrici avvenga in condizioni di efficienza e di equilibrio economico e finanziario.

Gli standard di qualità del servizio definiti dall'Autorità

La regolazione della qualità contrattuale rafforza la tutela degli utenti finali ed è finalizzata a superare le difformità a livello territoriale attraverso l'introduzione di livelli minimi di qualità uniformi per tutte le gestioni del servizio idrico integrato, rispettando il principio di chiarezza e semplicità nonché di trasparenza verso gli utenti.
L'Autorità ha definito gli standard minimi di qualità contrattuale del servizio idrico integrato che i gestori devono assicurare agli utenti e gli indennizzi a cui gli stessi utenti hanno diritto nel caso in cui tali requisiti non vengano rispettati. Con la deliberazione 655/2015/R/idr del 23 dicembre 2015, l'Autorità ha approvato la "Regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono (RQSII)", individuando i livelli specifici e generali di qualità contrattuale del servizio, mediante la determinazione di tempi massimi e standard minimi di qualità da garantire all'utenza per tutte le prestazioni. Ad esempio, sono standard specifici quelli che determinano il tempo massimo entro il quale il gestore deve realizzare uno specifico servizio, quale l'allaccio idrico, l'attivazione o riattivazione o disattivazione della fornitura, l'esecuzione della voltura, etc.