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Comunicato stampa

Osservazioni e proposte dell'Autorità per l'attuazione della direttiva europea sul mercato del gas naturale

Milano, 28 dicembre 1999

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha trasmesso al nuovo Governo le proprie osservazioni e proposte per l'attuazione della direttiva europea sul mercato interno del gas naturale e la riorganizzazione del settore. Il documento è disponibile su internet (www.autorita.energia.it).

L'Autorità ritiene che l'attuazione della direttiva europea debba essere occasione per la liberalizzazione del settore in tempi ravvicinati e certi, con l'obiettivo di stimolarne l'efficienza e di salvaguardare e accrescere la sicurezza dell'approvvigionamento, nel rispetto dei diritti di consumatori e utenti e della tutela dell'ambiente. Deve essere colta l'opportunità per aumentare gli investimenti, ridurre i costi del servizio e rilanciare la competitività complessiva del sistema gas nazionale, contribuendo alla crescita economica del Paese. Il mercato italiano del gas naturale è oggi il terzo per dimensione nell'Unione Europea, dopo il tedesco e l'inglese. Il contributo del gas al soddisfacimento dei fabbisogni nazionali di energia è prossimo al 30 per cento e l'incidenza nella produzione di elettricità ha superato il 25 per cento.

Le proposte dell'Autorità mirano ad aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti e fanno leva sulla ripartizione del rischio consentita dalla molteplicità delle provenienze del gas e degli operatori a livello europeo. In tal senso è necessario da un lato potenziare le infrastrutture di approvvigionamento estero e di trasporto e dall'altro rafforzare le imprese italiane affinché possano efficacemente competere nel mercato interno e oltre i confini europei. In questo quadro l'Autorità suggerisce al Governo l'avvio di una azione coordinata con la Commissione europea per garantire alle imprese nazionali il libero transito sulle reti di trasporto degli altri Stati e la possibilità di operare sui loro mercati.

Approvvigionamento. L'Autorità propone che la quota massima di gas importato o prodotto per essere offerto sul mercato nazionale sia fissata al 60 per cento entro la fine del 2003, per scendere, in relazione al grado di liberalizzazione del mercato europeo, al 40 per cento entro il 2006. L'onere di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti dovrà essere ripartito anche sugli altri operatori che entreranno nel mercato. I nuovi contratti di importazione dovranno prevedere, oltre alla non territorialità e alla libertà di destinazione del gas importato, anche la possibilità di cessioni a terzi, eventualmente con meccanismi d'asta. Analogamente il Governo potrà assumere le necessarie iniziative presso la Commissione europea, in maniera coordinata con gli altri Stati membri, per l'adeguamento dei contratti contenenti clausole vietate ai sensi dell'articolo 81 del Trattato, e in particolare le clausole che limitano la flessibilità del trasferimento dei contratti ad altri operatori o la vendita del gas su mercati diversi da quello nazionale. Questa soluzione mitiga l'onerosità delle clausole dei contratti take or pay e garantisce all'operatore dominante nazionale la reale possibilità di espansione in altri mercati. L'Autorità propone quindi che l'Eni predisponga e renda noto un piano di cessione di contratti di importazione e volumi di gas di propria produzione destinati al mercato nazionale. Il trasferimento dei contratti potrà avvenire anche con lo scorporo di una o più società, titolari dei diritti di trasporto e di accesso, e la loro successiva vendita al miglior offerente sul mercato. Tale vendita dovrà essere soggetta a vincoli posti sull'acquirente a tutela della concorrenza e della sicurezza degli approvvigionamenti. Nel caso in cui non siano disponibili capacità di trasporto su specifiche reti internazionali che attraversino altri Stati membri dell'Unione europea, o interconnessioni con reti nazionali, deve essere riconosciuta ai soggetti interessati la possibilità di intervenire, sostenendone il costo, con miglioramenti e potenziamenti.

Stoccaggio. L'Autorità propone che il servizio di stoccaggio, oggi offerto da un solo operatore, sia chiaramente separato dalle attività di approvvigionamento e trasporto primario, definendo il regime delle concessioni, la responsabilità dello stoccaggio strategico e la gestione dello stoccaggio di bilanciamento. L'attuazione di queste misure dovrà tenere conto dell'evoluzione del contesto europeo, anche per il possibile utilizzo degli stoccaggi nazionali da parte di operatori di altri Paesi. Il Governo dovrà definire i criteri da adottare ai fini della sicurezza dell'approvvigionamento nazionale e quindi fissare le giornate di autonomia necessarie nei diversi periodi dell'anno. L'obbligo di mantenere la riserva strategica sarà inizialmente conferito all'Eni e disciplinato da una convenzione con il Ministero dell'Industria, in modo che la riserva non possa essere utilizzata per altri fini commerciali. Il corrispettivo dovuto per il mantenimento della riserva strategica sarà definito dall'Autorità e ripartito come onere di sistema su tutti gli utenti finali del servizio del gas. In prospettiva anche lo stoccaggio strategico potrà essere garantito da una pluralità di soggetti. Lo stoccaggio non strategico dovrà essere liberalizzato in coerenza e con le modalità e i tempi previsti per l'approvvigionamento. I fornitori del mercato vincolato dovranno avere l'obbligo di assicurare le riserve considerate necessarie e sufficienti a bilanciare il fabbisogno dei propri clienti. I gestori delle reti di trasporto, cui spetterà comunque l'obbligo di fornitura di ultima istanza, dovranno dotarsi di capacità di stoccaggio.

Rete nazionale di trasporto e dispacciamento. L'Autorità propone che le imprese oggi integrate costituiscano una società per la gestione delle infrastrutture di trasporto distinta dal soggetto cui fanno capo le attività commerciali. L'Autorità ritiene, con particolare riferimento all'Eni, che la separazione societaria meglio garantisca l'indipendenza e la neutralità dei servizi di trasporto e di dispacciamento nei confronti di operatori terzi e faciliti il conferimento alla stessa società delle funzioni di gestione coordinata della rete nazionale interconnessa. In prospettiva potrebbero essere disposte o ricercate soluzioni che rendano possibile e promuovano la realizzazione di grandi "dorsali", di interconnector transnazionali e di hub nazionali, anche attraverso nuove intese produttive, tenendo conto delle opportunità offerte dalla favorevole collocazione geografica dell'Italia e della sua duplice integrazione nel mercato interno europeo e nell'area mediterranea. Il soggetto responsabile coordinerà il funzionamento della rete nazionale stipulando convenzioni con gli altri soggetti gestori di reti. Per il potenziamento e lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto nazionali dovranno essere eliminate le attuali disparità normative tra i diversi operatori e i trattamenti discriminatori nei casi in cui siano previsti contributi, concessioni e autorizzazioni.

Distribuzione per mezzo di reti locali. L'Autorità propone che le attività di gestione delle reti di distribuzione locali, le attività di vendita per il mercato vincolato e le attività di vendita per il mercato libero siano chiaramente separate, almeno contabilmente e amministrativamente, con eccezioni per le società di piccole dimensioni. La separazione tra attività di vendita a clienti idonei e vendita a clienti vincolati si rende necessaria per evitare interferenze e trasferimenti di risorse tra i due mercati. In modo analogo a quanto previsto per le reti di trasporto ad alta pressione, i gestori delle reti locali dovranno elaborare codici di accesso e uso delle reti approvati dall'Autorità, in modo da garantire ai soggetti terzi pari opportunità. L'Autorità ritiene opportuno che sia l'attività di distribuzione, sia l'attività di vendita siano sottoposte a regime autorizzativo, anziché concessorio, estendendo a tutte le imprese quanto già previsto solo per l'Eni.

Mercato libero e vincolato. L'Autorità propone che siano riconosciuti clienti idonei tutti i clienti finali con consumi superiori a 200.000 metri cubi per anno senza distinzione per usi finali. L'adozione di tale soglia consente di evitare discriminazioni riconoscendo l'idoneità anche alle utenze non industriali e ospedaliere oggi sottoposte al regime delle tariffe amministrate. Le forniture di gas potranno essere negoziate separatamente con i diversi operatori presenti sul mercato dell'approvvigionamento. L'Autorità propone anche che il riconoscimento di idoneità venga esteso a tutte le imprese distributrici che superano la soglia di vendita annua ai clienti vincolati (al netto delle vendite ai clienti idonei) di 5 milioni di metri cubi (circa 460 su 770 aziende di distribuzione). La qualifica di cliente idoneo va riconosciuta, limitatamente al gas consumato da clienti finali con cui siano stati stipulati contratti di fornitura, a intermediari, grossisti e soggetti rivenditori, che dimostrino di essere in possesso di requisiti atti a garantire la continuità e la regolarità delle forniture. A giudizio dell'Autorità, dovrebbe essere conferita la qualifica di cliente idoneo a tutti i soggetti allacciati a una rete di distribuzione locale, associati in consorzi o in accordi collettivi di fornitura, che complessivamente raggiungono la soglia di idoneità e siano ubicati nello stesso comune o in distretti produttivi che si estendano su comuni contigui.

Obblighi di servizio pubblico. L'Autorità propone l'introduzione di specifici vincoli e obiettivi di servizio da imporre alle imprese per assicurare l'interesse generale e la tutela dei clienti e utenti finali. I vincoli garantiscono che i guadagni di efficienza e di riduzione dei costi dovuti all'introduzione e alla diffusione di meccanismi concorrenziali non avvengano a scapito della qualità del servizio stesso, della regolarità e dell'eguaglianza dei diritti di consumatori e utenti.

Competitività del sistema gas nazionale. L'apertura del mercato del gas dipende in modo decisivo dall'accesso dei fornitori alle reti di trasporto internazionali, ed è necessario armonizzare in tempi rapidi le condizioni di transito sulle reti di trasporto transfrontaliere e incentivare lo sviluppo delle interconnessioni. L'Autorità dovrà emanare norme sulla compatibilità economica del gas importato da Stati non membri dell'Unione europea, tenendo conto dell'esigenza di assicurare lo sviluppo della concorrenza e condizioni di sicurezza complessiva del sistema gas nazionale. L'Autorità ritiene che le condizioni di reciprocità debbano essere assicurate perseguendo il più elevato grado di apertura del mercato nazionale. I meccanismi di reciprocità della Direttiva europea favoriscono le imprese degli Stati membri nei quali il riconoscimento di idoneità è più esteso, e l'elevato grado di apertura proposto consentirebbe alle imprese italiane di operare sull'intero mercato europeo e di rafforzarsi al più presto per affrontare una concorrenza che si preannuncia vivace e immediata. L'Autorità condivide la preoccupazione di evitare comportamenti anticoncorrenziali e di dumping da parte di imprese che ricevono sussidi e aiuti statali in altri Stati membri, e l'esigenza di garantire alle imprese nazionali il libero transito sulle reti di trasporto che attraversano altri Stati e l'accesso alle loro infrastrutture. Per conseguire tali finalità strumenti efficaci sono previsti dal Trattato, come le norme poste a tutela della concorrenza e della trasparenza dei bilanci delle società, e potranno essere attivati per colpire forme di intervento sleale da parte di operatori di altri Paesi e ingiustificate barriere poste all'entrata sui loro mercati.