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Comunicato stampa

Conclusa l'indagine conoscitiva sulle interruzioni del servizio elettrico del 26 giugno 2003

Pubblicata su internet la relazione finale

Roma, 06 dicembre 2003

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha pubblicato sul proprio sito internet (www.autorita.energia.it) la relazione finale dell'istruttoria conoscitiva avviata sulle interruzioni del servizio elettrico dello scorso 26 giugno 2003.

L'indagine ha verificato che l'origine dell'accaduto va attribuita a cause strutturali (quali l'insufficienza di capacità di generazione, l'elevato grado di dipendenza del sistema elettrico nazionale dalle importazioni di energia elettrica e la riduzione, tipica del periodo estivo, della capacità di interconnessione disponibile) a cui si sono aggiunti eventi congiunturali (tra questi in primo luogo l'eccezionale ondata di caldo e di siccità, con il conseguente consistente aumento del fabbisogno energetico e la riduzione della capacità di generazione, dovuta anche all'aumento delle temperature dell'ambiente e delle acque di raffreddamento, e in secondo luogo la riduzione dell'apporto delle importazioni dalla Francia in applicazione di clausole di modulabilità previste dal contratto tra l'Enel e l'EdF).

Il Grtn ha adottato misure di difesa per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale: ha provveduto al distacco delle forniture di energia elettrica ai clienti interrompibili e ha applicato il primo livello di severità dei distacchi programmati a rotazione dell'utenza diffusa, che hanno determinato interruzioni del servizio di fornitura di energia elettrica in estese zone del Paese.

Tali misure, che hanno interessato un numero molto elevato di utenti e clienti finali (circa 7,3 milioni di utenti, con distacchi a rotazione di un'ora e mezza nell'intervallo di tempo compreso tra le ore 9 e 16.30, per una potenza pari a circa 1700 MW, oltre a 39 grandi consumatori industriali interrompibili, per una potenza pari a circa 450 MW), hanno consentito di limitare i danni più gravi che sarebbero potuti derivare da un black-out generalizzato, con separazione del sistema elettrico italiano dalla rete interconnessa europea.

L'esame degli eventi del 26 giugno 2003 ha tuttavia messo in evidenza tre criticità: l'indisponibilità di impianti di produzione che avrebbero dovuto essere disponibili; la gestione della riserva di potenza da parte del Grtn con mancata prestazione di un adeguato servizio di riserva da parte dei produttori; il comportamento dell'Enel nella sua funzione di Acquirente Unico.

Nella settimana del 23-27 giugno 2003, oltre ad una quota consistente della capacità produttiva nazionale non attiva in quanto soggetta ad arresti di lunga durata per interventi di riconversione e repowering, sono risultati indisponibili impianti Enel per circa 2.300 MW a causa di fermi per periodi di tempo superiori a quelli previsti per l'effettuazione dei normali programmi di manutenzione o di ripristino. Trattandosi di impianti ammessi alla reintegrazione dei costi non recuperabili (stranded cost), concessi al fine di garantire la convenienza economica del loro utilizzo, l'Autorità ha deciso l'avvio di una istruttoria formale ritenendo che tale comportamento sia stato tenuto in violazione di norme esistenti e sia pertanto sanzionabile.

Con la stessa istruttoria l'Autorità intende identificare gli impianti che, pur percependo i rimborsi previsti in tariffa e inclusi nel prezzo all'ingrosso dell'elettricità destinata al mercato vincolato, non hanno prestato il servizio di riserva. Nel corso dell'istruttoria l'Enel e gli eventuali altri produttori avranno la possibilità di fornire chiarimenti e motivare le proprie decisioni. L'Autorità invierà una segnalazione al Ministro delle Attività produttive proponendo che vengano esclusi dalla reintegrazione dei costi non recuperabili gli impianti che non vengono messi a disposizione del Grtn.

L'indagine fa emergere che l'Enel, che svolge transitoriamente la funzione di Acquirente Unico, e quindi di fornitore del mercato vincolato, avrebbe dovuto compensare la riduzione delle importazioni del contratto pluriennale con l'Edf effettuando acquisti di energia elettrica o riservando un ammontare equivalente di capacità produttiva nazionale. Ciò non è avvenuto. L'Autorità intende emanare un ordine di cessazione di comportamenti lesivi dei diritti degli utenti nei confronti dell'Enel, affinché per il futuro siano adottate le misure necessarie a compensare le riduzioni delle importazioni dei contratti pluriennali destinate al mercato vincolato. Anche il Grtn, per sostituire le importazioni venute a mancare il 26 giugno, avrebbe dovuto riassegnare la capacità di trasporto resasi disponibile sulle linee di interconnessione.

Infine l'indagine mostra che fino al mese di giugno 2003 il Grtn aveva dato solo parziale attuazione alle direttive ministeriali che prevedevano la contrattualizzazione di impianti da destinare al servizio di riserva del sistema. L'Autorità intende emanare un ordine di cessazione di comportamenti lesivi dei diritti degli utenti nei confronti del Grtn affinché venga contrattualizzata una adeguata capacità di riserva. L'ordine dovrebbe imporre al Grtn anche il rispetto della procedura di distacco dei clienti interrompibili, o se necessario, di definirne eventuali modifiche.

Relazione finale: Istruttoria conoscitiva sulle cause, sugli sviluppi e sulle eventuali responsabilità delle interruzioni del servizio elettrico verificatesi in estese zone del paese nel mese di giugno 2003 e su possibili misure urgenti a garanzia degli interessi di utenti e consumatori

Sintesi dell'istruttoria conoscitiva sulle interruzioni del servizio elettrico del 26 giugno 2003