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Comunicato stampa

Criteri per la definizione delle tariffe di trasporto del gas naturale e per l'utilizzo dei terminali di rigassificazione

Milano, 05 giugno 2001

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha deliberato i criteri con cui le imprese di trasporto e dispacciamento del gas naturale già attive (Snam, Edison Gas, Tmpc, Sgm) e quelle che vorranno entrare nel mercato, calcoleranno le tariffe relative al trasporto e dispacciamento sulla rete nazionale e sulle reti regionali.

La rete nazionale (8.200 km circa) è stata definita con decreto del Ministro dell'industria 22 dicembre 2000 ed è composta dalle grandi dorsali di trasporto del gas in alta pressione che si dipartono dai punti di immissione, dagli stoccaggi nazionali e dai giacimenti nazionali. Le reti regionali, sempre in alta pressione (circa 21.000 km), hanno carattere prevalentemente di collegamento interno tra le regioni e allacciano le reti locali di distribuzione.

Le tariffe che saranno determinate dalle imprese di trasporto dovranno essere sottoposte all'Autorità che, prima di approvarle, ne verificherà la rispondenza ai criteri e ai vincoli stabiliti. La tariffa di trasporto si applica ai clienti del mercato liberalizzato, circa 11.000 di cui 3200 tra industrie e centrali termoelettriche allacciate in alta pressione che consumano più di 200 mila metri cubi di gas all'anno, a quanti svolgeranno attività di trasporto per conto terzi ("shippers") e ai circa 700 distributori locali. Per i clienti idonei allacciati alle reti di distribuzione locale la tariffa di trasporto si integra con la tariffa di distribuzione già definita dall'Autorità nel dicembre 2000.

Il provvedimento dell'Autorità completa tutta la tariffazione relativa al trasporto su reti, siano esse in alta, media e bassa pressione, sostituendo il precedente accordo tra Snam e Assomineraria, nonché gli accordi di vettoriamento negoziati direttamente tra le parti. La nuova tariffa di trasporto, che entrerà in vigore il prossimo primo ottobre (inizio del nuovo anno termico: primo ottobre 2001-30 settembre 2002) sarà applicata retroattivamente dal primo giugno 2000, come previsto dal decreto legislativo di liberalizzazione del mercato del gas. I conguagli saranno applicati ai contratti stipulati in questo periodo.

La tariffa di trasporto, definita sulla rete nazionale "entry-exit", è basata su corrispettivi per la capacità impegnata all'entrata dei gasdotti (alla frontiera, ai giacimenti e agli stoccaggi) e per la capacità impegnata nei punti di interconnessione con le reti regionali (aggregati in quindici zone) e su un corrispettivo per la capacità impegnata sulla rete regionale, calcolato a "francobollo" con sconti per chi ha il punto di prelievo a meno di 15 km dal nodo di uscita dalla rete regionale. A questi corrispettivi per capacità impegnata si affianca un corripettivo variabile a seconda dei metri cubi di gas movimentati.

Questa struttura tariffaria riconosce con più correttezza rispetto alle tariffe basate sulla sola distanza i costi legati sia alla capacità ("capacity"), che è prenotata alla punta ma non utilizzata in tutte le ore del giorno, sia ai volumi effettivamente trasportati ("commodity"). Il rapporto tra corrispettivi di capacità e corrispettivi per volumi trasportati è rispettivamente del 70% e 30%. Quest'ultimo valore ha lo scopo di stimolare l'imprenditorialità delle aziende di trasporto cui sono assicurati maggiori ricavi in ragione dei volumi trasportati, ed al contempo riduce il rischio di sottoutilizzazione dei gasdotti.

Sempre con l'obiettivo di sviluppare l'attività di trasporto, a fronte di una previsione di crescita dei consumi di gas del 3-5% all'anno nel prossimo decennio e dei nuovi usi determinati dall'innovazione tecnologica, la struttura tariffaria prevede meccanismi incentivanti i nuovi investimenti infrastrutturali riconoscendo per sei anni uno specifico corrispettivo legato alla loro effettiva realizzazione e l'esenzione dai recuperi prefissati di produttività.

Il rendimento riconosciuto al capitale investito netto (investimenti depurati da ammortamenti e da contributi pubblici) è stato fissato dall'Autorità al 7,94%; nel caso dell'impresa maggiore il capitale investito netto è stimato, sulla base dei dati di bilancio, in circa 18 mila 200 miliardi di lire. L'Autorità ha calcolato questo valore utilizzando il criterio del costo storico rivalutato relativo alla realizzazione delle infratrutture (gasdotti, centrali di compressione e di spinta e altre strutture di supporto) e riconosciuto i costi operativi (2,5% del capitale lordo) e gli ammortamenti economici-tecnici (2,2%).

La piattaforma tariffaria predisposta dall'Autorità resterà in vigore per quattro anni (primo periodo regolatorio) e sarà aggiornata annualmente con un price cap applicato in parte ai vincoli sui ricavi delle imprese e in parte ai corrispettivi relativi ai volumi trasportati. Il price cap determinerà una riduzione annua delle tariffe di trasporto, al netto dell'inflazione, dell'ordine del 4,5%. Al termine del periodo di regolazione, quando si provvederà a ricalcolare tutti costi del servizio di trasporto e dispacciamento (ribassamento tariffario), il 50% delle eventuali maggiori riduzioni dei costi saranno lasciate alle imprese, l'altro 50% metà andrà a riduzione delle tariffe.

Rigassificazione. Per la definizione della tariffa per l'utilizzo degli impianti di rigassificazione del gas naturale liquefatto, trasportato con metaniere, oggi l'unico impianto funzionante è quello di Panigaglia, è stata seguita la stessa metodologia di calcolo utilizzata per le tariffe di trasporto, prevedendo una remunerazione degli investimenti del 9,15%. Il maggiore tasso di rendimento applicato all'attività di rigassificazione rispetto a quello per l'attività di trasporto è motivato dal maggior rischio che tale attività comporta. Per lo stesso motivo, ma anche per incentivare in Italia la realizzazione di nuovi impianti di rigassificazione, il price cap è stato fissato al 2%.

Accesso alle reti. L'Autorità ha definito anche le modalità transitorie di accesso al servizio, che nell'attesa di una più precisa definizione mediante i codici di rete, garantiscono l'accesso in condizioni eque e non discriminatorie, prevenendo abusi di posizione dominate nell'allocazione delle capacità e garantendo lo sviluppo della concorrenza. I fornitori saranno tenuti al bilanciamento giornaliero del gas immesso e prelevato dalle reti, con un'ampia tolleranza (15%) liquidabile su base mensile.

Trasparenza tariffaria. La definizione delle tariffe di trasporto e rigassificazione dà trasparenza al mercato del gas e permette agli operatori di compiere le proprie scelte imprenditoriali in base a dati certi di costo. Prima dell'avvio della riforma delle tariffe era noto solo il costo finale per gli utenti vincolati mentre per le singole attività, come quella del trasporto in alta pressione, il prezzo era lasciato alla contrattazione tra le parti, una delle quali operava in posizione di sostanziale monopolio. In questi anni l'Autorità ha definito il costo della materia prima (aggiornato ogni due mesi sulla base dell'andamento dei prezzi internazionali), la tariffa per l'attività di distribuzione sulle reti locali e per la fornitura agli utenti vincolati. Restano ancora da definire le tariffe per l'attività di stoccaggio e per l'attività di commercializzazione per i clienti allacciati ai gasdotti in alta pressione.